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Stampa, quanto mi costi. Ma ancora per poco

lexmark stampa tco

Scritto da Giuseppe M. Goglio

Dietro l’apparente controsenso di un produttore di stampanti che invita a stampare meno, Lexmark rivela una nuova strategia di consulenza in grado di abbattere in misura drastica i costi dei processi

Secondo IDC, il 67% delle aziende italiane non sa dire quanto spende per la stampa. Da un’indagine IPSOS condotta da Lexmark risulta che gli impiegati europei stampano mediamente 6.345 pagine al mese, che equivale a un consumo di 50-75 Kg di carta all’anno per persona. Gartner rivela invece che in media un’azienda spende per la stampa tra i 400 e i 1.200 euro all’anno per dipendente.

Sono cifre abbastanza significative da far capire quanto ampio sia il margine di risparmio che un’azienda può raggiungere semplicemente attraverso una revisione dei processi interni e senza procedere a investimenti consistenti.

Questo è l’obiettivo che si è posta Lexmark, testimoniato prima di tutto da un centro di eccellenza aperto in questi giorni presso la sede dell’azienda nell’hinterland di Milano e a disposizione di tutti i partner e i clienti intenzionati ad approfondire l’argomento. Ma, soprattutto, dal fatto tanto inconsueto quanto curioso che proprio un produttore di stampanti abbia voluto mettere alla prova la convinzione di poter incrementare i propri profitti invitando a stampare meno dimostrandolo in prima persona. “Quello che a prima vista può sembrare un paradosso in realtà è una strategia ben mirata – afferma Massimiliano Tedeschi, Amministratore delegato di Lexmark Italia -. Perché siamo convinti che il cliente si mantiene nel tempo solo fornendo un adeguato valore aggiunto e il nostro è riuscire dimostrare come ridurre i costi di stampa anche del 40%”.

Attraverso un primo processo di analisi e uno studio immediatamente successivo sulle reali esigenze all’interno della propria sede, i risultati non si sono fatti attendere: “Siamo passati da 67 periferiche a 12 dispositivi collegati in rete e gestiti da un server centrale – spiega Tedeschi -, ottenendo un risparmio del 63% sui costi diretti, del 39% sui consumi di carta e del 74% sui consumi di energia”. Argomenti facilmente spendibili anche in materia di politiche ambientali, sempre più pesanti nell’immagine aziendale.

Oltre ad accorgimenti all’apparenza banali ma al tempo stesso efficaci, come per esempio l’impostazione predefinita per la stampa fronte-retro, tra gli aspetti particolarmente rilevanti della procedura di ottimizzazione studiata da Lexmark, soprattutto in ambito business, la cosiddetta coda di stampa universale, che consente di lanciare una stampa e produrla solo nel momento in cui il proprietario attiva una qualsiasi stampante del dominio (anche a chilometri di distanza) utilizzando il badge personale. A tutto vantaggio inoltre, di una maggiore riservatezza delle copie e mandando definitivamente in pensione le pile di fogli dimenticati sulle stampanti.

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