Da HP drive a stato solido sui propri server
Forniti dalla startup Fusion-io, i drive SSD sono alloggiati negli slot PCI Express dei server HP e promettono ottime doti velocistiche
Anche Hewlett Packard si adegua a un trend tecnologico sempre più marcato: insieme alla startup Fusion-io (il cui motto è “La potenza di una SAN nel palmo della mano”) ha annunciato che i prodotti della linea HP server potranno montare dischi a stato solido. L’annuncio costituisce una delle novità più eclatanti emerse dall’ HP Technology Forum & Expo 2008, appena concluso a Las Vegas.
I dispositivi ioDrive di provenienza Fusion-io troveranno spazio negli slot PCI-Express dei server HP: si basano su tecnologia NAND Flash, una delle due architetture (l’altra si chiama NOR) usata per le memory card. “Si possono avere fino a 640 gigabyte di storage su una singola scheda; entro il 2009 avverrà il raddoppio, con 1,28 terabyte” ha spiegato David Flynn, CTO di Fusion-io. Tra i dati di maggior rilievo degli ioDrive, una latenza di 50 microsecondi e un throughput di 600 Mbyte/secondo in scrittura.
I drive Fusion-io sono stati lanciati sul mercato nel 2007; Flynn non ha voluto sbilanciarsi su prezzi e disponibilità, limitandosi a sottolineare come “la tecnologia utilizzata permette centinaia di migliaia di cicli I/O al secondo con una latenza molto ridotta per aumentare le performancevelocistiche di applicazioni lato server, che tipicamente richiedono ripetute letture e scritture”. Il che significa dichiarare “prestazioni migliori fino al 40% su alcune applicazioni”. E’ possibile installare un drive per ogni slot PCI-E libero.
Con questa mossa, HP risponde a Sun, che ha promesso di adottare dischi a stato solido sui propri server tra il 2008 (unità da 2,5”) e il 2009 (3,5”). E non va dimenticato nemmeno che Google ha annunciato l’intenzione di aprire ai dischi a stato solido i propri server, probabilmente quelli ubicati nel quartier generale di Mountain View.
Per i drive a stato solido, quindi, sembra essere un momento particolarmente favorevole, ma c’è anche chi invita a tenere i piedi per terra: è il caso di EMC - che pure ha svelato all’inizio dell’anno i piani per dotare di unità SSD i propri array di fascia alta Symmetrix - i cui vertici hanno più volte ricordato come i prezzi dei dispositivi debbano ancora scendere per risultare realmente appetibili alle realtà aziendali.





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