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Yahoo, riorganizzazione scacciacrisi in vista?

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Scritto da Guido Sintoni

Una proposta di Microsoft rifiutata e forse rimpianta porta a una riorganizzazione imminente. Per evitare che il burro d’arachidi continui ad essere indigesto…

Yahoo non smette di fare notizia: dopo il mancato matrimonio con Microsoft - le trattative con Big M sono state da tempo abbandonate, rinunciando a una valutazione di 47,5 miliardi di dollari - in quel di Sunnyvale, California, si sono registrati un accordo con Google finalizzato alla pubblicità online e un bel po’ di defezioni sul fronte dirigenziale.

Nella pagina Web dedicata al management compaiono ancora alcuni volti passati alla concorrenza: il che non fa altro che accrescere l’idea di come sia molto difficile convincere gli investitori e i portatori di interessi istituzionali del gran rifiuto nei confronti di Microsoft. Sta di fatto che le voci su Yahoo si intensificano: l’ultima è autorevole, ed è firmata dal Wall Street Journal. Il President Susan Decker starebbe pensando a una radicale riorganizzazione, che porterebbe le divisioni dedicate a Yahoo Mail, alla ricerca sul Web e ai servizi sul Web sotto un’unica organizzazione globale di prodotto: per ora non si sa granché, ma le prime novità dovrebbero manifestarsi a partire dalla prossima settimana.

Da Yahoo non è arrivato nessun commento in materia, il che è pienamente comprensibile; e inoltre non è chiaro se l’idea della riorganizzazione sia una conseguenza diretta delle varie partenze verificatesi, l’ultima delle quali riguarda il fondatore di Delicious - acquistata da Yahoo nel 2005 - Joshua Schacter. Tra le defezioni più significative, quella di Brad Garlinghouse, che già nel 2006 teorizzava con il proprio Peanut Butter Manifesto una radicale rivisitazione dell’azienda, sostenendo che “Hanno paragonato la nostra strategia allo spalmare burro d’arachidi [il peanut butter di cui sopra, ndR] su una fetta di pane. Il risultato: un sottile strato di investimenti spalmato su tutto, senza focalizzarsi su qualcosa in particolare […] Ecco, io odio il burro di arachidi. E dovremmo odiarlo tutti”.

Garlinghouse ha smesso da tempo di nutrirsi del burro di arachidi di Yahoo, e da gennaio 2007 a oggi più di cento executive hanno traslocato dai piani alti di Sunnyvale. La chiave di volta del futuro di Yahoo potrebbe passare per le mosse di Carl Icahn, uno degli investititori di maggior rilievo, che ha lanciato un’azione volta a sostituire il CdA dell’azienda e che dalla prima ora spinge perché Yahoo accetti l’offerta di Microsoft. Ma anche, secondo molti analisti, per arricchire i propri prodotti con iniziative di social networking.

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