L’affare Nokia-Symbian: open source all’orizzonte
Il produttore finlandese si libera del pesante fardello legato ai costi di licenza e dà il via alla Symbian Foundation. Ovvero a un sistema operativo a sorgenti aperti, anche se non a breve
Nokia, già proprietaria del 48% di Symbian, acquisterà in toto l’azienda che produce il sistema operativo più usato tra gli smartphone: il prezzo dell’operazione, già approvata da altri azionisti del calibro di Sony Ericsson, Ericsson, Panasonic e Siemens (che complessivamente rappresentano quasi il 45% delle quote di Symbian), è di 264 milioni di euro. Manca solo il placet di Samsung, ma le dichiarazioni di Nokia non fanno presagire ostacoli all’orizzonte: il tutto dovrebbe concretizzarsi entro la fine dell’anno.
Nel solo 2007, Nokia ha pagato a Symbian quasi 250 milioni di dollari (poco più di 160 milioni di euro) di sole licenze d’uso; sulla carta, quindi, il prezzo che l’azienda finlandese pagherà sembra adeguato, se non addirittura conveniente. Ma le ragioni dell’acquisto non sono solo economiche: il mercato degli smartphone è in continua evoluzione, e Symbian vede il proprio trono minacciato dalle piattaforme prodotte da Microsoft, LiMo Foundation e dall’ultimo arrivato Google. Che però ha appena incassato lo scetticismo del Wall Street Journal perché sarebbe in grave ritardo con il proprio Android: il rischio è quello di arrivare su un mercato già saturo o in mano ad altri.
Per questo Nokia punta forte su Symbian: per mantenerne la leadership. E per questo ha dato vita alla Symbian Foundation, che raggruppa anche Sony Ericsson, Motorola, Ntt DoCoMo, At&t, Lg Electronics, Samsung Electronics, Stmicroelectronics, Texas Instruments e il gruppo Vodafone: produttori di hardware e carrier che accederanno al sistema operativo Symbian con una licenza royalty-free (la stessa di Eclipse) e con un metodo open source. Anche in questo caso lil concetto di fondo è raggruppare le forze: Symbian Foundation, i cui primi frutti si vedranno a partire dal 2009, runirà Symbian Os e S60, Uiq (di proprietà di Sony Ericsson e Motorola), e Moap, la piattaforma software per il servizio Foma di Ntt DoCoMO.
L’apertura dei sorgenti porta Symbian sullo stesso piano di Google e LiMo; ma è prevista un’azione più graduale che radicale, e Symbian sarà totalmente open source in un paio di anni. “La prima versione della piattaforma sarà disponibile entro la prima metà del 2010” ha dichiarato Alain Mutricy, Senior Vice President di Motorola. Sarà di fatto Nokia a tirare le fila di Symbian Foundation, ma non controllerà il progetto: nessuno, negli intenti ufficiali, lo farà. E all’azienda finlandese toccherà a grandi linee lo stesso ruolo di Sun nei confronti di Java: deus ex machina ma non padrone.
Tornando all’affaire Symbian, è indubbio come l’analisi di cui sopra valga più in prospettiva che nell’immediato futuro: secondo Gartner, nel primo trimestre del 2008, ha equipaggiato il 57,1% degli smartphone venduti. RIM segue lontano con il 13,4% dei propri Blackberry, e Microsoft con il 12% di Windows Mobile. Linux è la quarta forza con il 9,1%. In attesa dell’entrata sul mercato di Google, le posizioni sembrano consolidate. Ma se il leader incontrastato guarda al futuro con una mossa strategica di ampia portata, è perché vuole rimanere tale.





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