Progress compra Iona: un’altra mossa sullo scacchiere delle SOA
Un matrimonio che si annuncia felice tra un’azienda molto forte su marketing e vendite e una da sempre votata alla tecnologia. In attesa delle contromosse di Oracle, IBM e Red Hat
Iona, azienda irlandese molto in auge qualche anno fa sul fronte middleware e (soprattutto) SOA, cambia proprietario: Progress Software l’ha acquistata per circa 162 milioni di dollari (poco più di 100 milioni di euro), 106 dei quali (68 milioni di euro) in contanti. Progress offrirà 4,05 dollari per azione a Iona: si tratta di un prezzo superiore di circa il 16% alla media del titolo nel semestre precedente all’offerta. L’assenso della direzione di Dublino è stato immediato, anche perché non è certo un mistero come Iona da tempo cercasse acquirenti. Stando alle dichiarazioni ufficiali, l’operazione si chiuderà a settembre.
Per Progress, Iona è un tassello che si aggiunge sul fronte delle Service-Oriented Architectures: da tempo in molti giurano sul fatto che queste ultime, con il supporto dei webservice, siano la strada maestra verso la enterprise application integration. L’implementazione varia di volta in volta, anche se storicamente Java è molto forte in questo campo, ma l’approccio alla base è unico: separare le funzionalità richieste da un’applicazione in servizi interoperabili, in nome della flessibilità per gli sviluppatori e del riutilizzo del codice in altri contesti.
Progress è uno dei più grandi vendor sul mercato di tecnologia SOA; tra i suoi prodotti di punta spicca l’enterprise service bus Sonic ESB, asse nodale per le implementazioni SOA che serve a connettere i servizi e a integrarne uso e combinazioni. Iona porterà in dote a Progress un’offerta articolata, da Artix che include un proprio enterprise service bus, a Orbix, un middleware per l’integrazione di progetti basato sullo standard Corba (che sul finire degli anni Novanta sembrava lo spaccatredici e che comunque in seguito ha saputo mantenersi a galla) fino a Fuse, un set di soluzioni SOA open-source mutuate dal progetto Apache.
Insomma, il matrimonio sembra nato bene, e gli analisti hanno espresso più entusiasmo del solito relativamente a un’operazione da ‘soli’ 100 milioni di euro. E se Progress sottolinea come “le tecnologie delle due aziende sono complementari e interoperabili attraverso standard consolidati”, non si può non notare come Iona entri a far parte di un’organizzazione molto forte in termini di marketing e vendite (e con un’ottima base installata) e Progress si porti in casa una delle aziende più attive sul campo tecnologico. Insomma, “Progress diventa a pieno titolo un fornitore di infrastrutture SOA, con un incremento significativo sui webservice, e nei settori delle telco e del finance, feudo di Iona”.
In maniera più o meno diretta, la mossa di Progress va a toccare gli interessi in ambito SOA di IBM, Oracle e Red Hat; e potrebbe essere proprio l’azienda di Larry Ellison, fresca di acquisto di Skyware per rafforzarsi nel settore assicurativo, nonché storicamente incline a espandersi per acquisizioni, a fare la prossima mossa.





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