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La messaggistica istantanea supererà l’email in azienda entro il 2010

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Scritto da Guido Sintoni

Per Idc la “generazione degli iperconnessi” esiste già, e a breve sarà maggioranza in azienda. E non gradirà più di tanto l’uso della posta elettronica

Non solo non distrae, ma anzi fa risparmiare tempo: la messaggistica istantanea, fino a poco tempo fa poco tollerata in azienda, viene sempre più accettata come strumento di business e - udite udite - a soppiantare l’e-mail come forma di comunicazione preferita entro la seconda metà del 2010.

La vendetta di Calimero? Per Idc è proprio così: l’azienda ha condotto una ricerca sponsorizzata da Nortel sul fenomeno degli “individui iperconnessi” (già: e la definizione sembra decisamente felice), che starebbero “diventando sempre più legati alla gratificazione della messaggistica istantanea e dei messaggi testuali”.

Il white paper intitolato “The Hyper-connected: Here They Come” è disponibile per il download dopo avere compilato un breve questionario proposto dall’azienda committente, e si basa sull’analisi delle abitudini di 2400 lavoratori adulti di 17 nazioni diverse; si focalizza sulle abitudini di connessione degli individui, nonché sulla crescita e sull’impatto in azienda di queste ultime.

La ricerca evidenzia come il 16% della foza lavoro sia già “iperconnessa”, con un altro 36% in procinto di farlo: la cosiddetta iperconnettività varia da settore a settore, spaziando dal 9% di chi lavora nel farmaceutico fino al 25% di chi opera nell’information technology. Per Idc, “la migrazione verso l’iperconnettività creerà un numero consistente di nuovi dispositivi, applicazioni e processi di business […] e l’utente-tipo iperconnesso usa almeno sette dispositivi per accedere alla rete e nove applicazioni per collegarsi”.

E quindi? E’ probabile che questo proliferare di periferiche e modalità di accesso crei il bisogno di una strategia e un’architettura comune per unificare le comunicazioni in azienda. Anche perché “il confine tra connettività personale e lavorativa è, per l’utente iperconnesso, pressoché inesistente: nel 66% dei casi usa la messaggistica istantanea per entrambi gli scopi. E più del 33% appartiene a un social network, che ulteriormente assottiglia questa distinzione”.

“La libertà di lavorare durante il tempo libero - continua la ricerca - spingerà a forti cambiamenti in termini di policy […]”. Il tutto con un possibile incremento della produttività, ma anche con il rischio di disperdere fuori dall’azienda informazioni sensibili: “Un buon 25% degli iperconnessi usa blog e wiki per comunicare con clienti ed altre entità esterne: ottenere i benefici ed evitare i rischi derivanti dall’iperconnettività richiede una stretta collaborazione tra i Chief Information Officer e le controparti di business”.

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