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Acquisizione Ibm-Psi: più dubbi che promesse

ibm mainframe psi

Scritto da Piero Todorovich

Controverse le motivazioni che hanno spinto Ibm ad acquisire Platform Solutions (Psi), produttore di cloni-mainframe con processore Itanium capaci di far girare l’esclusivo System-z

A pochi giorni dall’acquisizione, annunciata il 2 luglio scorso, restano controverse per analisti e osservatori le reali motivazioni che hanno spinto Ibm a investire nelle attività di Platform Solutions (Psi): una piccola società californiana attiva nel settore del mainframe.

Da una parte ci sono le dichiarazioni ufficiali Ibm che motivano l’acquisizione come parte dell’intento “di volersi impegnare a tutto campo per far evolvere la tecnologia del mainframe e quindi rispondere alle esigenze di business dei clienti”. Dall’altra c’è la perdita d’indipendenza di una delle pochissime realtà del mercato rimasta a competere con Ibm sui mainframe.

Com’è noto, Ibm è l’unica azienda It ad avere continuato a investire sul mainframe, dopo la crisi degli anni passati che ha portato all’abbandono di questo mercato da parte di alcuni dei competitor storici come Amdahl o Hitachi, e all’inaridimento del sottobosco di broker che, attraverso le attività di ricondizionamento, facevano da calmiere. Un mercato che, dopo una lunga stasi, ha ripreso a crescere del 10,4% anno su anno (Idc), con fatturati globali che hanno superato il miliardo di dollari nell’ultimo trimestre.

Il sospetto di molti osservatori è che Ibm abbia acquisito Psi non per interesse verso le tecnologie di quest’ultima, ma per togliere dal mercato un concorrente, o comunque viste le dimensioni di Psi, una fonte di disturbo. Un dubbio sufragato dalla fitta battaglia legale che negli ultimi anni ha diviso le due aziende con accuse reciproche di violazione della proprietà intellettuale e delle pratiche concorrenziali. Azioni che sono nate in seguito all’annuncio nel 1999 da parte di Psi di una tecnologia mainframe a basso costo e compatibile Ibm, basata su componenti standard tra i quali i processori Intel Itanium.

In un comunicato della Computer and Communications Industry Association (Ccia) l’acquisizione di Psi da parte di Ibm viene paragonata alla caduta di una stella in un buco nero. “Lo scopo è sottrarre il mercato e far sparire un concorrente e con esso il potenziale latente di innovazione e di competizione nel settore”, come viene riportato.

Meno tragico il parere degli analisti di Pund-It Research, che dichiarano di credere che Ibm possa usare la tecnologia di Psi per dare ai clienti che hanno applicazioni legacy su mainframe (e nessuna voglia di seguire lo sviluppo della piattaforma) la possibilità di utilizzare macchine nuove e di ridotta potenza evitando onerosi processi di migrazione. La tecnologia di Psi potrebbe aiutare Ibm a conservare i clienti che oggi cercano alternative al mainframe. Secondo gli analisti di Pund-It, Ibm non avrebbe comunque nessun interesse a sviluppare mainframe basati su processori Itanium.

Per completare l’acquisizione di Psi, Ibm dovrà passare il vaglio dell’Autorità Antitrust americana. I venti contrari  non mancano anche da altri quadranti. Il vendor di mainframe T3 Technologies ha annunciato l’intento di denunciare Ibm alla Commissione Europea per le pratiche commerciali miranti a togliere mercato agli operatori indipendenti attraverso la cessazione del supporto sui sistemi più vecchi e non dando su licenza il software ai concorrenti.

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