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Al via l’offerta ‘in the cloud’ di Microsoft

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Scritto da Piero Todorovich

Alla Worldwide Partner Conference di Houston, Microsoft ha dato grande accento al cloud computing, definendo i prezzi dei servizi e il ruolo dei partner in un mercato senza più software in scatola…

Le novità maggiori dell’evento riguardano gli Online Services che Microsoft offrirà alle aziende clienti sulla base di abbonamenti a prezzo fisso e che saranno offerti dal canale commerciale in base al numero di postazioni usate.

Gli Online Services comprendono le versioni online delle applicazioni Exchange (e-mail server), SharePoint (portale), Office Communications (comunicazione integrata), Office Live Meeting (collaborazione e conferenza), e Dynamics CRM. Le prime quattro, offerte in unica soluzione, saranno proposte alle aziende al costo di 15 dollari al mese per persona. Se le esigenze d’uso degli utenti aziendali non vanno al di là della fruizione via browser dell’email e del portale, l’esborso si riduce a 3 dollari al mese per utente.

Se da una parte i nuovi servizi sollecitano cambiamenti nelle modalità d’offerta e di acquisizione del software d’impresa con effetti dirompenti a livello commerciale e del supporto, dall’altra sono una promessa di grande interesse per l’utenza aziendale. Prima tra tutte, poter attivare servizi applicativi essenziali in pochi minuti, senza gli oneri dell’installazione e della gestione del software nei data center.

Per Microsoft e il canale dei partner è un cambiamento epocale verso i Software Plus Services, una definizione coniata dal marketing di Redmond per identificare prodotti sempre più ‘ibridi’, che comprenderanno componenti tradizionali ‘on premise’ su server e servizi erogati online con modalità SaaS (software as a services).

Un passaggio inevitabile, ma delicato per gli operatori del settore che ancora oggi vendono scatole e supporto. All’evento americano, Microsoft ha sollecitato i partner a sviluppare competenze nei processi negli specifici ambiti business dei loro clienti, piuttosto che nei sempre meno strategici servizi d’installazione e assistenza IT. L’erogazione ‘diretta’ e a livello globale degli Online Services attraverso l’organizzazione del Global Foundation Service Group permette a Microsoft di fare economie di scala non altrimenti raggiungibili, e riversare il vantaggio nei costi d’uso per per i fruitori finali.

Uno dei maggiori interrogativi che circondano l’ingresso di Microsoft nelle applicazioni in rete riguarda l’effettiva capacità delle sue applicazioni di operare efficacemente ‘in the cloud’ con centinaia di migliaia o anche milioni di utenti contemporanei. Una caratteristica che si associa, per i concorrenti come Google o Salesforce.com, con le proprietà ‘multitenant’ dei loro software, ossia con le capacità di operare in condominio su larghissima scala, con tutto ciò che comporta a livello delle prestazioni e della security. E’ questa la sostanziale differenza rispetto un qualsiasi e banale hosting remoto.

Eron Kelly, senior director per l’online service group di Microsoft, ha ammesso all’evento che gli attuali Online Services non sono completamente multitenant. Se un azienda utente ha bisogno, per esempio, di far girare proprio codice nel portale può farlo soltanto su un server locale, richiamando i servizi online attraverso le API. Sul piano tecnico Microsoft ha certamente molto lavoro da fare. Gli Online Services dovrebbero partire ufficialmente nel corso dell’estate.

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