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In fatto di aggiornamenti Windows non teme rivali

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Scritto da Giuseppe M. Goglio

Secondo prove di affidabilità dei server eseguiti da una società svedese, gli aggiornamenti Windows vanno sempre a buon fine. Testati anche Apple e Ubuntu

Con la crescita esponenziale dei rischi ai quali sono sottoposti Pc server e client, nel tempo ha acquistato sempre maggiore importanza la possibilità di accedere per tempo agli aggiornamenti software messi a disposizione dai produttori dei sistemi operativi.

Nei mesi scorsi, la svedese, Pingdom ha eseguito un test trimestrale mirato a verificare la disponibilità degli aggiornamenti per i tre sistemi operativi più diffusi: Windows, Mac OS X e Ubuntu Linux.

Vincitore della prova è risultata Microsoft. Durante il periodo preso in considerazione infatti, (aprile-giugno), i server per gli aggiornamenti sono risultati sempre accessibili. Al secondo posto, i server Apple, con una disponibilità registrata pari al 99,9%, conseguenza di un periodo complessivo di 2 ore e 34 minuti di sistemi inaccessibili. Per quanto riguarda Ubuntu invece, la popolare distribuzione di Linux ha accusato più di un giorno complessivo di indisponibilità, per un totale del 98,6% di tempo di uptime.

Il test è stato condotto interrogrando i rispettivi server di riferimento per quanto concerne gli update di Windows, Apple e il principale repository di Ubuntu ogni cinque minuti. L’eventuale inaccessibilità doveva essere confermata dall’accesso da due postazioni in luoghi distinti. Importante precisare però che mentre i primi due offrono un servizio di aggiornamento rivolto essenzialmente a patch, per Ubuntu la disponibilità è più eterogenea, con la possibilità di scaricare l’intero sistema operativo.

Come prevedibile, non si è fatta attendere la replica dei sostenitori di Ubuntu. Tra le risposte inviate, la critica maggiore è proprio rivolta all’aver utilizzato solo uno dei possibili siti di riferimento per aggiornare il sistema operativo, dimenticando in questo modo il vero spirito dell’open source di distribuzione libera dei contenuti. Un’altra osservazione, contesta il fatto che nel periodo preso in considerazione rientri il 24 aprile, giorno nel quale è stata rilasciata una nuova versione, situazione dalla quale deriva una logica congestione dei relativi server che però non può essere considerata la regola. Ulteriormente sottolineato infine, come a differenza di Microsoft e Apple, sui server Ubuntu sia possibile trovare molto di più che semplici patch e di conseguenza gli accessi siano molto più frequenti.

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