I primi quarant’anni di Intel
A cavallo tra la gioia per gli ultimi anni trionfali e la preoccupazione legata all’inchiesta antitrust, Intel celebra il quarantesimo compleanno guardando al futuro
Quarant‘anni, con qualche acciacco ma anche tanti motivi per sorridere: Intel spegne quaranta candeline e per un giorno si lascia alle spalle il problema legato all’inchiesta avviata dall’Unione Europea per presunte pratiche monopolistiche nei confronti del rivale di sempre, Amd.
Era il 18 luglio 1968 quando i fisici Gordon Moore e Robert Noyce accorciarono il termine “Integrated Electronics” creando l’attuale nome commerciale. “Quando abbiamo introdotto il concetto di microprocessore, nessuno avrebbe mai potuto prevedere che il mercato dei personal computer avrebbe superato i 350 milioni di unità annue” ha dichiarato Paul Otellini, Chief Executive Officer di Intel, aggiungendo poi: “Nei prossimi quarant‘anni la tecnologia di Intel sarà nel vivo delle conquiste che permetteranno di risolvere i problemi legati alla salute e all’ambiente. Per Intel è solo l’inizio del viaggio”.
L’azienda californiana ha festeggiato la ricorrenza lanciando World Mural Project, una raccolta di vera e propria arte digitale - dai contenuti scritti a quelli visivi - cui hanno partecipato più di cinquecento giovanissimi in rappresentanza di ventuno nazioni, con l’aiuto di circa trecento volontari messi a disposizione da Intel. Il tema è semplice e centrato: cosa i bambini si aspettano dai computer nei prossimi quarant‘anni. Due le aspettative dell’azienda legate al progetto: sottolineare i propri sforzi filantropici e il proprio impatto sull’evoluzione industriale.
“Permettendo a giovani di comunità disagiate di imparare i fondamenti della tecnologia e sviluppando attitudine alla soluzione dei problemi - ha dichiarato Bruce Sewell, Senior Vice President for Corporate Social Responsibility di Intel - “speriamo di formare la prossima generazione di innovatori”.
Tra una rassegna stampa autocelebrativa più ricca che mai e varie curiosità su Intel sciorinate dalle testate di mezzo mondo, è forse il blog del Senior Vice President Pat Gelsinger a sintetizzare nel modo più felice i passaggi-chiave dell’azienda: dalla comparsa del primo microprocessore a 32 bit, fino all’eterno dibattito sul tema Cisc (Complex instruction set computer) contro Risc (Reduced instruction set computer), all’attenzione alla compatibilità software o alla svolta multicore per le Cpu. Magari non i veri punti di svolta del mondo informatico, ma di sicuro il segno dei tempi interpretati da chi ha dato il cuore - in tutti i sensi - all’informatica di oggi e (probabilmente) domani.





1 guerinsportivo
il 21/07/2008 alle 12:02
Bè, sarebbe ora.