Si fa concreta la sfida per la virtualizzazione
Di fronte alla crescente attenzione di Microsoft sulla promettente tecnologia VMware non sta a guardare e non intende fare la fine di Netscape
Quando Microsoft comincia a posare lo sguardo su un determinato settore, per i relativi leader sono dolori. Ne sa qualcosa, tanto per citare l’esempio più lampante, Netscape, a suo tempo praticamente annullata dalla decisione della casa di Redmond di integrare un browser gratuito all’interno di Windows. Per questa ragione dalle parti di WMware c’è grande attenzione, e con tutta probabilità anche una buona dose di apprensione, sulle strategie Microsoft in ambito di virtualizzazione. Il recente rilascio di Hyper-V virtualization server a poche decine di dollari per unità infatti, rischia di mettere in seria difficoltà VMware ESXi, attualmente in listino a quasi 500 dollari.
Rispetto ai vari predecessori schiacciati dalla supremazia della creatura di Bill Gates però, questa volta VMware può contare su una carta in più. Il nuovo Ceo Paul Maritz infatti, proviene proprio da Microsoft dove aveva seguito di persona diverse vicende analoghe, tra cui proprio l’attacco a Netscape, e di conseguenza ha le idee ben chiare al proposito.
Secondo quanto riportato dal sito americano di Computerworld, Maritz ha tutta l’intenzione di affrontare il rivale sul suo stesso terreno, a partire da una drastica riduzione del costo di ESXi server. “Quando si ha a che fare con Microsoft – spiega il Ceo -, l’importante è non cullarsi sugli allori, non lasciarsi incantare e giocare d’attacco”. Per passare dalle parole ai fatti, presto il proprio software di virtualizzazione sarà disponibile in modalità gratuita, sembra addirittura nel giro di poche settimane.
Oltre alla notizia di per sé, è interessante notare il radicale cambiamento di atteggiamento tenuto dalla società con il recente passaggio delle consegne. Mentre Maritz infatti preferisce il faccia a faccia con Microsoft, il precedente Ceo Diane Greene è sempre stato molto attento a misurare le parole in modo che non potessero risuonare come paragoni diretti, pur sapendo che il produttore di Windows avrebbe presto indirizzato un attacco alla società da lui diretta.
Dal punto di vista degli analisti, la decisione di VMware viene interpretata prima di tutto come soluzione per una crescita nella fascia media di mercato, ma anche come tentativo di rispondere alla reazione negativa con la quale sono stati accolti i ricavi del secondo trimestre, in crescita del 54% su base annua, ma inferiori alle previsioni.
“So bene quanto Microsoft sia forte – sottolinea Maritz -, ma so anche che non è un concorrente invincibile. È vero che loro possono permettersi una tattica attendista, ma sono consapevole che quando una società ha il ruolo di guida e continua a investire non è tanto facile da raggiungere”.





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