Fiber Channel ed Ethernet, finalmente le nozze attese da tempo
Le strategie di Cisco e Brocade per la conquista di un mercato che punta a ridurre i costi di gestione. Intanto i vertici Alcatel-Lucent scontano i risultati negativi
Da quando qualche anno fa la fibra ottica ha fatto la sua comparsa nel trasporto dei dati, la relativa tecnologia Fiber Channel si è affiancata a Ethernet. Fino a oggi, i due protocolli hanno marciato affiancati mantenendosi però sempre distanti tra loro, vale a dire spartendosi buona parte della fase di trasmissione. Dal punto di vista degli utenti, questa non è la situazione ottimale, in quanto poter contare su una rete unificata significherebbe ottenere significativi benefici in termini di gestione e in fatto di costi. Attualmente infatti, la prospettiva di uniformare un sistema It significa dover decidere se per esempio sostituire o espandere l’infrastruttura FC a costi tali da scoraggiare anche gli utenti più convinti.
Una possibile soluzione al problema è affidata alle specifiche del protocollo Fiber Channel over Ethernet del quale si è cominciato a sentirne parlare in modo concreto all’inizio dell’anno, e del quale si vedono i primi risultati. A giocarsi il ruolo da protagonisti in questo settore, di fianco all’immancabile Cisco quando si parla di reti e switching, Brocade, che già nella prima parte dell’anno aveva provato ad affrontare concretamente la questione con gli apparati Dcx. Probabilmente non è infatti un caso che entrambe le due aziende sono state protagoniste in questi giorni di altrettanti annunci.
Cisco ha annunciato il Nexus 5000, uno switch che si propone proprio di risolvere definitivamente la convergenza FC/Ethernet traducendo in realtà il concetto di Fcoe. Si tratta di uno switch da 10G Ethernet ma capace di garantire anche il pieno supporto al nuovo protocollo rendendo di fatto possibile, promette l’azienda, gestire da un unico punto di controllo entrambi i tipi di network.
In realtà, mentre nel caso Brocade si può parlare di vera e propria convergenza in un’unica infrastruttura, Cisco al momento offre un unico sistema per la gestione di soluzioni eterogenee.
Dal canto suo, Brocade ha risposto all’annuncio Cisco con un’acquisizione, quella di Foundry Networks sulla base di 3 miliardi di dollari in contanti e azioni. Come confermato dagli analisti Yankee Group Research, lo scopo di Brocade, forte su Fc ma carente sotto il profilo delle competenze Ethernet è proprio quello di colmare questa falla e proporsi quindi come concorrente più accreditato di Cisco nell’ambito delle reti di storage e dei data center puntando proprio su Fcoe.
Chi invece al momento sembra destinato a restare fuori da questa sfida è Alcatel-Lucent. Il calo dei ricavi messo in evidenza dai risultati del secondo trimestre chiuso il 30 giungo scorso, ha avuto come prima conseguenza, le dimissioni di Ceo e Chairman, Patricia Russo e Serge Tchuruk, segno inequivocabile di un’azienda in seria difficoltà, anche per effetto della perdurante crisi in Europa, area principale nel mercato dell’azienda.





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