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Samsung e Sun, miglioramenti sul fronte Ssd

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Scritto da Guido Sintoni

Samsung spinge su Microsoft per un miglior supporto di Vista ai dischi a stato solido, mentre Sun implementa nuove funzioni sul filesystem del proprio sistema operativo

Migliorare le prestazioni dei drive a stato solido in ambiente Windows: questi sono i motivi dei continui colloqui tra i tecnici Samsung e i tecnici Microsoft. La speranza neanche tanto nascosta di Samsung è che Microsoft elevi le prestazioni dei drive Ssd su Vista (e Server 2008), ad esempio lavorando sulla dimensione dei pacchetti per il trasferimento dei dati e i metodi di lettura e scrittura.


Spiega Michael Wang, Marketing Manager per la divisione dedicata alle memorie Flash presso Sun (azienda molto interessata all’argomento): “Ovviamente Windows è ottimizzato per l’uso con gli hard disk tradizionali. Si trova a proprio agio nel gestire dati su dispositivi che sfruttano il moto rotatorio”.

Quindi, si ripropone con una portata ben maggiore il classico caso da mercato consumer, quando il dispositivo sulla carta più performante ottiene risultati deludenti nei benchmark a causa di driver ancora immaturi: “C’è una discrepanza nel modo in cui Vista gestisce le dimensioni dei dati su hard disk e unità a stato solido: - continua Wong - Vista è ottimizzato per gestire i dati degli hard disk con porzioni di memoria relativamente piccole; la dimensione dei settori dei dischi Ssd è per contro più grande rispetto a un settore tradizionale di hard disk. Il che rende inefficiente un disco a stato solido quando usato in sostituzione di un hard disk”.

“Posso ipotizzare - ha concluso Wang - che Samsung e Microsoft stiano lavorando su un riconoscimento da parte del sistema operativo di unità Ssd con settori da 4 Kbyte anziché come hard disk con settori da 512 Kbyte“. Wang parla probabilmente per analogia: l’azienda per cui lavora sta già lavorando con Samsung per un miglior supporto dei drive a stato solido su Zfs (il filesystem di Solaris). Un miglior supporto dei dischi a stato solido è anche previsto dal prossimo Mac Os X, la versione 10.6.

Tra l’altro, Sun sta mettendo a punto alcune funzioni per drive a stato solido che potrebbero aiutare a migliorare le prestazioni: ad esempio, la deframmentazione, “un aspetto di grande rilievo - spiega Wang - per i dischi a stato solido”. Il problema di fondo è il limitato ciclo di letture e scritture sopportabili da un disco a stato solido; ma anche da questo punto di vista l’evoluzione produttiva porta ad avere non solo unità più capienti, ma soprattutto con un maggiore Mtbf.

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