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1981, nasce il personal computer secondo Ibm

5150 anniversari ibm microsoft ms-dos retrocomputing vintage

Scritto da Italo Vergani

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Una Cpu firmata Intel, una memoria Ram da 16 Kbyte, un’architettura che darà il via al filone dei compatibili, e un sistema operativo di un’oscura azienda di Seattle: il 5150 di Ibm compie oggi ventisette anni

Millenovecentottantuno: la crisi petrolifera è alle spalle da qualche anno, e la ripresa economica passa per le promesse - alcune mantenute e altre duramente pagate in seguito - dell’inizio degli anni Ottanta. Il vento neoliberista della Reaganomics soffia anche in quel di Armonk, Stato di New York, nella sede di International Business Machines Corporation, ai più nota come Ibm: è tempo di diversificare la propria gamma di mainframe e minicomputer e di creare qualcosa di più piccolo e pervasivo.

Il nonno del Pc su cui buona parte di noi lavora viene presentato il 12 agosto 1981, esattamente ventisette anni fa: il 5150 è una scommessa per Big Blue, che ancora non è del tutto convinta che i microcomputer siano la via per il paradiso. Ma, una volta scesa in campo, Ibm si rivela risoluta: il 5150 passa dal tavolo dei progettisti al negozio in meno di un anno. Oltre alla capacità dei tecnici di Armonk, il risultato è figlio di una scelta precisa: usare quello che si ha in casa, vale a dire le Cpu Intel 8088, con bus esterno a 8 bit e registri a 16. Gli 8086 e i Motorola 68000, processori a 16 bit, sono ritenuti troppo potenti.

Per il sistema operativo, Ibm si rivolge a Digital Research, produttore di CP/M che va per la maggiore: non si trova un accordo per lo sviluppo e la licenza da utilizzare, e quindi Big Blue guarda altrove. Cioè a una piccola azienda di Redmond: Microsoft, da poco proprietaria di un parente stretto di CP/M, 86-Dos, acquistato da Seattle Computer Products.

86-Dos, già Scp-Dos (e prima ancora QDos, Quick and Dirty Operating System: il nome è tutto un programma, visto che si tratta probabilmente di un hack di CP/M), diventerà poi Pc-Dos e in seguito Ms-Dos: è lui il sistema operativo di riferimento dei Pc Ibm. Chi tra Microsoft e Digital Research tragga vantaggio dal potenziale accordo con Ibm è abbastanza semplice da indovinare: CP/M diverrà in seguito un’opzione per i Pc di Big Blue, ma il suo destino è segnato in partenza. E arriva all’epilogo in fretta, senza complimenti.

Tornando al 5150, Pc-Dos 1.0 costa solo 40 dollari, il che lo rende di fatto irresistibile o quasi. Fatto l’hardware, trovato il software, resta solo il lancio del prodotto: che avviene in quel di Boca Raton, Florida, e al Waldorf Astoria di New York. Il piccolo ha una Cpu che funziona a 4,77 Mhz, un peso di poco più di dieci chili, una memoria Ram di 16 Kbyte espandibile a 64 e 256 Kbyte prima e 640 Kbyte poi (la dotazione standard diverrà a breve 64 Kbyte, ad ogni modo), un display monocromatico e la possibilità di montare uno o due unità floppy da 5,25”. O, se si decide di risparmiare, di puntare sul lettore di cassette audio adattandolo alla bisogna.

La versione base, quella da 16 Kbyte, costa 1565 dollari (al cambio attuale, poco più di 1000 euro); la versione con 64 Kbyte di memoria costa già 2880 dollari, e quella con 256 Kbyte, scheda grafica Cga con risoluzione massima di 640x200 pixel e 16 colori arriva a 6000 dollari del 1981. Calcolatrice alla mano, si tratta di poco meno di 10.000 euro attuali! Il software prevede il foglio elettronico VisiCalc e l’elaboratore di testi Easywriter 1.0, nonché Adventure, il primo gioco di Microsoft.

Ibm sceglie di vendere il 5150 attraverso diversi canali: ComputerLand, Sears e Roebuck, ma anche attraverso una struttura interna per casi particolari, quali l’acquisto di un numero di unità consistente (un antipasto di una vera e propria struttura dedicata alle aziende? Diremmo proprio di sì). E’ una politica lungimirante: Big Blue vende 65.000 Pc in quattro mesi, e per Natale gli ordini sono più di 100.000.

Costruttivamente, il 5150 è robusto: tastiera e monitor sono massicci e durevoli. Ma è l’espandibilità la vera chiave di volta del 5150, e di tutto ciò che verrà in seguito: Ibm decide di pubblicare le specifiche tecniche, e il manuale tecnico comprende tutti i diagrammi circuitali nonché il codice sorgente del Bios. Fantascienza? No, ancora una volta lungimiranza. Canale distributivo azzeccato e apertura al mondo esterno rendono il 5150 un cavallo di battaglia, in grado di superare con altri mezzi i propri limiti di potenza e prezzo.

Il 5150 di cui oggi cade il ventisettesimo compleanno è una pietra miliare dell’informatica: stabilisce la prima penetrazione sul mercato dei personal computer (anche se non è il primo esperimento di Big Blue in materia: il 5100 del 1975 era probabilmente troppo in anticipo sui tempi), incorona Microsoft come produttore del sistema operativo di riferimeno (con tanti saluti a CP/M e ad altri sistemi operativi proprietari) e pone le basi per la successiva generazione di Pc compatibili. Quelli che, Ibm XT su tutti, faranno nascere lo storico dualismo con Apple. Ma bisognerà aspettare il 1984 perché l’avvenimento si verifichi: precisamente il 24 gennaio, con il lancio del primo Macintosh.

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