Imation, due nuovi drive a stato solido
Imation rinnova la famiglia Pro 7500 e 7000: Serial Ata II i primi, Parallel Ata i secondi, puntano rispettivamente ai datacenter e al comparto upgrade
I drive a stato solido diventano più veloci ed economici? Chissà. O meglio, dipende da molti fattori - dal punto di vista adottato per l’analisi fino al supporto di chi scrive software. Di sicuro sono sempre più numerosi: segno che i produttori iniziano a buttarsi in un comparto promettente.
Tocca a Imation rinnovare i modelli delle famiglie Pro 7500 e Pro 7000. Il primo è un disco di taglio high-end: presenta un bus Sata II e, secondo il produttore, ha velocità di lettura pari a 130 Mbyte al secondo, e scrittura pari a 120 Mbyte al secondo. Imation sottolinea l’elevato Mtbf (Mean Time Between Failure), pari a un milione di ore (più di un secolo!), il che definisce il target naturale dei 7500: i datacenter. Dove, presumibilmente, finirà a comporre array: la capacità massima di 128 Gbyte non è elevatissima, anche se drive di taglio superiore sono, per ora, più sulla carta che nelle mani dei rivenditori.
I dischi della famiglia Pro 7000, per contro, sono di tipo Parallel Ata: la capacità massima è di 128 Gbtye, e le prestazioni dichiarate sono le stesse dei fratelli maggiori, anche se le performance effettive dovrebbero essere leggermente inferiori a causa dei limiti dell’interfaccia. Disponibili anch’essi nei formati 2,5” e 3,5”, si rivolgono al comparto dell’upgrade.
Imation è entrata nel mercato dei drive a stato solido lo scorso marzo con i dischi Mobi 3000 e Pro 7000: le nuove unità hanno capacità maggiore e, nel caso del Pro 7500, approdano all’interfaccia Sata II da 3 Gbit/s nominali. Le prestazioni sono ora simili a quelle dichiarate dai principali concorrenti, a parità di capacità.
I controller dei nuovi drive Imation sono di provenienza Mtron, come nel caso dei drive di precedente generazione; sta ora ai produttori di sistemi operativi - Microsoft su tutti - raccogliere l’opportunità e le sfide poste dalle unità Ssd e ottimizzare il proprio software per esaltare le doti velocistiche di drive di nuova generazione.





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