Dove non arrivano le infrastrutture può arrivare la tecnologia 2.0
Così la campana De Matteis riesce a sopperire alle carenze del territorio per restare competitiva senza trasferire la propria sede
Sviluppare un’attività commerciale in una zona dove le infrastrutture rappresentano un limite e la distanza dai servizi risultano elevate può rivelarsi una vera e propria impresa, sotto tutti i profili.
Non per questo, un aspirante imprenditore deve per forza rinunciare ad abbandonare la propria terra di origine alla ricerca di terreni più fertili. La condizione perchè questo avvenga è la possibilità di sfruttare le moderne tecnologie in grado di ‘spostare’ le informazioni in modo più agevole rispetto al trasporto manuale.
Su quest’ordine di idee è sintonizzato, Alberto de Matteis, consigliere di amministrazione di De Matteis Agroalimentare, società campana che se da una parte in qualche modo incarna una tradizione tipicamente locale come la produzione di pasta, dall’altra si trova tutti i giorni a dover affrontare le problematiche tipiche di una zona dove carenza di servizi e distanza dai centri nevralgici in periodo di globalizzazione rischiano di minarne la competitività.
Fondamentali in questa sfida quotidiana si rivelano le tecnologie IT, da utilizzare però non in modo indiscriminato ma secondo la giusta combinazione individuata sulla base del contesto nel quale si opera: “Soprattutto per una Pmi, è importante poter contare sui nuovi media, perché ci troviamo a operare con risorse decisamente più limitate rispetto ai grandi nomi”, afferma De Matteis nel corso di un incontro sullo scambio di conoscenze promosso da Sap.
Più che decidere se affidarsi alle tecnologie 2.0, è fondamentale cercare di capire il come: “Personalmente, devo dire che questa presunta democratizzazione della Rete di cui si parla spesso è più fumo che arrosto – dichiara De Matteis -. Però è importante avere la possibilità di scegliere il canale attraverso il quale divulgare le proprie informazioni. Trovo che a questo proposito si parli troppo del canale B2C per gli acquisti online da parte dell’utente finale e troppo poco del B2B”.
Oltre che in modo diretto attraverso la vendita di prodotti quindi, per le aziende il Web può rivelarsi un ottimo alleato anche in modo indiretto: “Nel nostro caso le vendite online rappresentano una percentuale trascurabile – precisa De Matteis -. Ma se guardo all’azienda nel suo complesso, il canale Web aiuta a espandere la base informativa, soprattutto nell’area commerciale. A lungo andare, non è solo la quantità che fa la differenza, ma anche e soprattutto la qualità”.
Nel caso specifico, l’azienda riesce a gestire l’attività commerciale direttamente dalla sede di Avellino, sfruttando il Web non tanto per sostituire tecniche di marketing consolidate, quanto piuttosto per migliorarle: “La vera grandezza del canale Web è la delocalizzazione unita alla capacità di scelta. – conclude Alberto De Matteis - Non a caso, nelle nostre selezioni del personale ha acquistato importanza anche la capacità di effettuare ricerche di informazioni sul Web”.





Ancora nessun commento.