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Nonostante tutto, alla fine anche Vista avrà un futuro di successo

microsoft vista windows xp

Scritto da Giuseppe M. Goglio

L’esperienza analoga dei precedenti sistemi operativi Microsoft, Xp compreso, induce gli analisti a prevedere per i prossimi mesi un’adozione più estesa

A quasi due anni dal suo lancio, gli argomenti più dibattuti a proposito di Windows Vista non sono questioni tecniche, come forse sarebbe lecito attendersi, legate alle sue funzionalità ma piuttosto la diffidenza da parte degli utenti consumer e la pratica sempre più diffusa delle aziende di procedere alla rimozione dai pc aziendali per tornare a Xp. La situazione fotografata da Gartner, potrebbe essere la chiara dimostrazione che il telaio di Windows costruito su una mole di codice che ha ormai 23 anni sia prossimo al collasso.

Nonostante la perdurante ostilità nei confronti di Vista da parte degli addetti ai lavori anche in Italia, potrebbe però trattarsi di un film già visto. A confermare che il destino del più recente sistema operativo di Microsoft a lungo andare non sarà tanto diverso dai suoi predecessori, non è solo l’opinione di esperti del settore ma la logica conseguenza di cifre supportate dal parere degli analisti. Per esempio, nonostante le convinzioni dei detrattori di Vista, la sua adozione sta risultando più veloce di quella registrata a suo tempo da Xp. Secondo AssetMetrix infatti, nel settembre 2003, 23 mesi dopo il lancio, erano il 6,6% i pc aziendali ad averlo installato. Secondo Forrester Research, attualmente i Pc sui quali è attivo Vista in ambito business sono invece l’8.8%. Dati che sembrano dare ragione a Gartner quando stima che entro la fine dell’anno le installazioni raggiungeranno il 28%, contro il 22% registrato a suo tempo da Xp nello stesso periodo. A sostegno della tesi, diverse dichiarazioni a suo tempo riportate su diverse testate americane, dove i Cio sembravano d’accordo circa il fatto che il ‘nuovo’ Xp rappresentava un sistema operativo interessante solamente il mercato consumer. A quei tempi, nel 2002, buona parte delle aziende aveva da poco completato il passaggio a Windows 2000 nel quale vedevano una versione decisamente stabile e affidabile.

Più o meno esattamente quello che si sente dire oggi al momento di giustificare le esitazioni nell’aggiornamento a Vista. A suo tempo infatti, sono stati necessari circa una ventina di mesi prima che le aziende si decidessero a prendere in considerazione l’ipotesi di pensionare Windows 2000. E proprio quel Windows Xp che oggi è considerato affidabile al punto di chiederne un prolungamento nel supporto in attesa della versione 7 all’inizio era considerato carente sotto il profilo della sicurezza. Nel 2002 Xp era definito qualcosa di più simile a un formaggio svizzero che a un sistema operativo. Come successo praticamente sempre nella storia di Microsoft (con la sola eccezione dell’imbarazzante Windows 98 ME), ci sono voluti diversi Service Pack per accontentare tutti gli utenti. In particolare, alla fine il SP2 di Xp era talmente voluminoso che le aziende hanno finito per trattarlo come una vera e propria major release invece che un semplice aggiornamento.

In sintesi, come ribadisceForrester, attendere Windows 7 per non volersi cimentare con le problematiche attuali di Vista potrebbe rivelarsi un errore. A lungo andare, a far pendere la bilancia definitivamente dalla parte di Windows Vista, dovrebbero essere le nuove funzionalità, soprattutto quelle che al momento del rilascio di Xp non esistevano ancora. Per esempio, l’impiego della virtualizzazione per garantire la compatibilità con i software più datati o la possibilità di sfruttare le potenzialità delle applicazioni a 64 bit. Senza ignorare il fatto che restano numerosi i Cio a trovare Vista più semplice da installare e gestire. Tutte considerazioni che portano a Gartner a prevedere che il tanto sofferto sorpasso sarà completato nel prossimo anno, quando Vista verrà utilizzato dal 49% degli utenti business contro i 44% che potranno continuare a fare affidamento su Xp.

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