Steve Jobs è morto. Anzi no
Nel giro di poche ore, Stev Jobs muore e poi rinasce. Il tutto grazie a un clamoroso errore dell’agenzia Bloomberg
Una gran bella topica quella che ha avuto ieri come protagonista l’agenzia giornalistico-finanziaria Bloomberg e Steve Jobs. Erano le 16 e 27 di ieri - ora di New York - quando a tutte le redazioni del mondo arriva un lancio di ben 17 pagine che contiene il coccodrillo (così si chiama in gergo la biografia post mortem di un personaggio celebre) del co-fondatore di Apple. La svista è stata tanto clamorosa quanto amara, visto che il precario stato di salute di Jobs è purtroppo uno dei tormentoni dello showbiz che negli ultimi tempi va per la maggiore.
Pare che l’invio sia stato inavvertitamente effettuato dallo stesso giornalista che, all’indomani del cancro che colpì Steve Jobs nel 2000, aveva ricevuto l’incarico di tenere aggiornata e diramare in fretta in caso di morte la sua biografia.
Subito dopo aver riscontrato l’errore, Bloomberg ha inviato un secondo lancio in cui ammetteva - scusandosi - il grottesco errore.





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