Risparmio energetico, quando alle parole seguono i fatti
I primi esempi concreti di sistemi in grado di ridurre i consumi in modo drastico e rispettare le nuove e rigorose specifiche Energy Star
Parlare di sistemi compatibili con l’ambiente o di risparmio energetico per molti produttori rappresenta spesso un buon motivo per garantire una rinfrescata alla propria immagine cavalcando un tema molto attuale. Non sempre però alle buone intenzioni seguono i fatti, vale a dire una medesima attenzione in fase progettuale. Meritano quindi di essere messi in rilievo i casi concreti capaci già di proporre agli utenti alternative tangibili per contenere i consumi senza investimenti eccessivi.
Una di queste opportunità arriva da una società inglese, da tempo attiva nello sviluppo di strumenti per lo sfruttamento di energie alternative, in particolare il fotovoltaico, che ha capitalizzato la propria esperienza nel settore per mettere a punto un nuovo concetto di pc. Secondo quanto dichiarato da Akhter infatti, LoCO2PC, un desktop all-in-one che non sfigurerebbe nelle postazioni di lavoro, ha un consumo di 55W, meno di una normale lampadina a incandescenza. In modalità stand-by inoltre, il consumo scende addirittura a 3W. Il tutto senza rinunciare alla potenza di calcolo. Il sistema infatti è costruito a partire da una Cpu Intel (dal Celeron Dual Core Conroe da 65nm fino al Core2Duo Wolfdale da 45nm a seconda delle varianti, con prezzi compresi tra 539 e 639 sterline), integrato nello chassis di un monitor Lcd da 19” completo di speaker stereo, masterizzatore di Dvd e hard disk da 250 Gb. Per uno spessore complessivo di 85 mm, connessione Wi-Fi compresa. Quanto basta insomma per le normali attività d’ufficio.
Secondo Akther, si tratta dei primi computer a rispettare le nuove rigide specifiche Energy Star 4.0, obbligatorie in ambito UE in fase di aggiornamento dei sistemi da parte di enti pubblici. Da calcoli effettuati dall’azienda inoltre, grazie anche a un sistema di raffreddamento capace di escludere l’impiego di ventole, rispetto a un pc attuale il risparmio energetico può arrivare fino a due terzi.
Una risposta alla proposta inglese arriva dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, negli Stati Uniti, dove il produttore locale Tangent ha annunciato un desktop, sempre all-in-one, capace di ridurre ulteriormente i consumi, fino a 24W, “72% in meno di quanto richiesto dalle specifiche Energy Star 4.0”, ci tiene a sottolineare la casa, utilizzando però una Cpu dalle minori prestazioni come la Via Eden da 1GHz.
Nel campo dei desktop tradizionali invece, è Dell a reclamare un ruolo da protagonista. Secondo la società infatti, il proprio recente mini-desktop Studio Hybrid, ha un consumo stimato intorno ai 65W.
Punta invece più in alto la ricerca Ibm, che sempre in tema di consumi energetici ha raggiunto interessanti risultati per possibili applicazioni in ambito server. Ingegneri e ricercatori dei laboratorio di sviluppo di Hursley, in Gran Bretagna e di Almaden, in California hanno raggiunto un incremento di prestazione per un sistema storage del 250 per cento rispetto alla media attuale. L’aspetto più rilevante è che i risultati sono stati ottenuti abbinando la tecnologia di supporti allo stato solido di tipo flash con la tecnologia proprietaria di virtualizzazione a elevata scalabilità denominata Quicksilver. Il prototipo realizzato è un sistema di storage in grado di effettuare oltre un milione di operazioni di I/O al secondo con tempi di risposta inferiori al millisecondo, che in pratica significa migliorare le prestazioni del 250% riducendo a 1/20 il tempo di risposta medio, a un quinto lo spazio fisico necessario e richiedendo solo il 55% dell’energia e del raffreddamento.





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