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Windows 7 ed Explorer 8, la parola chiave è performance

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Scritto da Guido Sintoni

Microsoft divide lo sviluppo di Windows 7 in sei aree funzionali per migliorare le prestazioni di Vista; lo stesso vale per l’Explorer che verrà. Le performance conteranno come l’affidabilità e la sicurezza?

Ci stiamo nuovamente dedicando al lavoro su quest’area [le performance] su Windows 7 (ed Internet Explorer 8)”: il post - uno dei tanti comparsi sul blog che traccia le sorti del Windows che verrà - non lascia spazio a dubbi. Il successore di Vista, quel Windows 7 ormai sulla bocca di tutti ma del quale poco o nulla di certo è lecito sapere, vuole fare dimenticare il predecessore.

Che, sin dal debutto, ha ricevuto critiche legate alla sua atavica fame di risorse e alla conseguente lentezza anche su macchine performanti: un po’ le stesse che hanno toccato Internet Explorer 7, nato per Vista e portato a Xp, nei confronti della concorrenza rappresentata in primis da Firefox.

Certo, il proposito è vago e, per adesso, non legato a nessuna tecnologia di nuova introduzione, ma rappresenta un segnale forte: se Windows Xp ha rappresentato il sistema operativo che più di tutti ha ricercato la sicurezza con il secondo Service Pack (che ha debuttato nel 2004 sull’onda lunga dei vari Blaster e Sasser e che di fatto è stato l’aggiornamento più simile alla riscrittura di un sistema operativo di tutta la storia di Microsoft), Vista ha cercato affidabilità e stabilità. Riuscendovi, forse, dopo un bel po’ di problemi iniziali legati alla compatibilità hardware e software, ma perdendo d’occhio le prestazioni.

I componenti del team che porterà a Windows 7, secondo il post, dovranno quindi guardare a “vari elementi”: l’uso della memoria, quello della Cpu, il sottosistema di I/O dei dischi (magari con un occhio di riguardo a quelli a stato solido, come già oggi richiesto per Vista), la routine avvio-spegnimento-standby-ripristino, il sistema di base e lo spazio occupato su disco.

Sei aree funzionali su cui si giocherà buona parte del favore degli utenti verso Windows 7, e che non convincono ancora appieno gli analisti. Mike Cherry di Directions on Microsoft, ha commentato: “Microsoft dovrebbe dare alle prestazioni una priorità molto elevata, pari alla sicurezza e all’affidabilità […] specie per quanto riguarda l’uso della Cpu. Una versione a 32 bit di Vista eseguita su una macchina con 2 Gbyte di memoria Ram e processore a 64 bit fa sì che Outlook, una volta lanciato, usi il 100% delle risorse legate alla Cpu per più di un minuto e mezzo”.

Un uso della Cpu meno elevato potrebbe portare, secondo il blog, al miglioramento “di scenari multiutente e alla riduzione dei consumi energetici”. Verissimo, ma senza dimenticare una gestione migliore in termini di I/O dei dischi, che su Vista passano più tempo in movimento che a riposo: anche in questo caso Windows 7 potrebbe garantire migliore autonomia ai notebook di prossima generazione.

Per Explorer 8 (di cui ha appena debuttato la seconda beta), invece, si punta a ridurre il tempo di caricamento delle pagine e di visualizzazione delle immagini: chi lo sviluppa dovrà agire sul motore di rendering, di scripting e lo stack di rete richiamato dal browser. E lavorare a braccetto con il team di Windows 7, visto che - come consuetudine dai tempi di Windows 98 - l’Internet Explorer sarà un componente di sistema inscindibile dal sistema operativo.


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