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Cresce l’offerta nel cloud computing

3tera amazon at&t cloud computing google xscale

Scritto da Piero Todorovich

Operatori grandi e meno grandi, tradizionali e non, stanno investendo per la creazione di infrastrutture ‘nella nuvola’ e approfittare dell’annunciata discontinuità dell’It

Con la messa a disposizione di risorse server, storage e di rete il cloud computing promette alle imprese di poter disporre nel momento del bisogno di servizi scalabili, pagati ‘a consumo’, indipendenti dalle infrastrutture e sistemi operativi esistenti. Lo sviluppo di questo mercato fa ritenere che questa modalità del computing, di fatto una estrema evoluzione dell’outsourcing supportata da tecnologie ad-hoc, possa determinare una frattura nei modi classici d’intendere il computing.

Il mercato dei servizi di cloud computing è in piena evoluzione, con la presenza o l’imminente ingresso di grandi nomi della rete e molte startup. Ci sono sia i giganti dell’industria It sia operatori come Amazon e telco, che vedono il settore come naturale evoluzione di servizi tradizionali, mutati in commodity. Per gli analisti, entro il prossimo anno tutti i principali operatori It avranno un’offerta di cloud computing; gli utenti dovranno prestare molta attenzione alle opzioni di un mercato immaturo e ancora in evoluzione. Di seguito riportiamo un elenco parziale di operatori noti e meno noti che sono andati oltre l’offerta di servizi applicativi SaaS (software as a service) e Web hosting, connotandosi come fornitori di cloud computing.

3Tera
è un motore di grid che si è evoluto come ambiente di cloud computing. E pensato per rimpiazzare nei data center i complessi sistemi di bilanciamento del carico, i firewall, i server e le reti storage attraverso appliance virtuali che girano sull’ambiente virtuale di 3Tera AppLogic. Il sistema permette di aggiungere o togliere server virtuali, controllarne il funzionamento e uso, caricare software e di gestire lo storage in modo centralizzato.

Con l’Elastic Compute Cloud (Ec2), Amazon è uno dei pionieri del cloud computing e la società con la più lunga lista di servizi disponibili, che comprendono elaborazione, lo storage (Simple Storage Service), il database (Simple Database), e il message queuing per integrare applicazioni distribuite (Simple Queuing Service).

Di recente introduzione, AT&T Synaptic Hosting si propone di dare ai data center la capacità di gestire applicazioni, risorse computer e storage flessibili e scalabili, comprensive dei servizi di sicurezza e del monitoraggio. Synaptic Hosting è una evoluzione dei servizi di hosting It che la società americana offre da lungo tempo, al pari di molte altre telco internazionali, tra le quali anche Telecom Italia.

Google offre già molti servizi ‘nella nuvola’ quali l’e-mail e lo storage sia per singoli utenti sia per grandi aziende. Ad essi si aggiunge la piattaforma di sviluppo e provisioning AppEngine che è aperta ai singoli sviluppatori, ma destinata ad ampliare il raggio alle esigenze dell’utenza professionale. Nella visione strategica di Google non c’è alcuna reale differenza tra i servizi di cloud computing per l’utenza consumer e professionale. Google ha stretto un accordo con Ibm per creare entro l’anno prossimo una rete globale di server a supporto di una infrastruttura congiunta di cloud computing basata su Linux, sul virtualizzatore Xen e Apache Hadoop implementazione open source del file system di Google. Per il provisioning dei servizi sarà utilizzato Tivoli Provisioning Manager.

Al di là del lavoro con Google, Ibm persegue anche una propria strategia cloud (Blue Cloud) consistente in una offerta di servizi su infrastruttura accessibile a livello globale che va oltre singoli sistemi o data center in outsourcing. Basata su infrastrutture massive parallel, Blue Cloud promette grande flessibilità agli utenti nel disegno di proprie infrastrutture in base a esigenze specifiche. Blue Cloud gira su server blade basati su processori Power e x86, utilizza Hadoop e i servizi di Tivoli per l’allocazione delle risorse. Ibm offre inolte servizi hosting per fornitori di applicazioni SaaS come Sap e SuccessFactors.

La società del “the network is the computer” (il computer è la rete) Sun Microsystems è stata un precursore dei concetti del cloud computing con il proprio Sun Grid Engine. Ha avviato un progetto denominato “Project Caroline” per creare un insieme di risorse di calcolo, storage e rete per i fornitori medi e piccoli di applicazioni SaaS. L’opzione appare interessante, ma al momento non ci sono indicazioni di una trasformazione del progetto in un servizio commerciale.

Creato da Terremark, Enterprise Cloud è pensato per dare ai data center una infrastruttura di computing ottimizzata dalla quale gli utenti possano comprare risorse di calcolo, memoria, storage e rete in funzione delle loro esigenze. Un portale Web consente di fare il deploy di server server ‘on demand’ da un insieme di risorse in modo molto simile alla gestione delle equivalenti risorse fisiche. Il sistema impiegato da Terremark avrebbe il vantaggio di evitare modifiche alle applicazioni esistenti.

Il servizio Flexiscale di XCalibre Communications promette l’auto provisioning di server virtuali e viene indicato da alcuni osservatori come la risposta europea all’Ec2 di Amazon. Basato su un data center situato nel Nord della Gran Bretagna, FlexiScale permette l’auto-provisioning di server virtuali sia attraverso l’intefaccia grafica sia mediante interfacce Api esposte dal sistema. Anche in questo caso sono offerte capacità di storage basate su  componenti San e Nas di alto livello.

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