Oracle compra ClearApp: una mossa sul fronte Soa
L’azienda di Larry Ellison acquisisce una startup specializzata in software per ottimizzare le prestazioni di applicazioni costruite con approccio Soa: una mossa mirata e dedicata a WebLogic
Un acquisto, il settimo dell’anno, in omaggio a Bea: Oracle conferma la propria fama di azienda propensa allo shopping (non certo indiscriminato, ovviamente) e fa proria la startup ClearApp per una cifra che i vertici delle due aziende non hanno voluto rivelare. L’operazione si chiuderà entro la fine dell’anno; Oracle ha acquisito 11 aziende nel 2007, e 13 sia nel 2006 che nel 2005.
ClearApp, dichiaratamente, “fornisce infrastrutture di application service management per le più grandi e complesse applicazioni J2EE [e Java Enterprise Edition, ndR] basandosi su un motore orientato alla modellistica“. Il biglietto da visita è chiaro: è un ottimo modo per arricchire l’offerta Soa dell’azienda di Larry Ellison e del neoacquisto Bea Systems, per il quale l’application server WebLogic costituisce un tassello di estremo rilievo.
“I nostri clienti - ha commentato Leng Leng Tan, Oracle Vice President of Applications and Systems Management - sviluppano un numero crescente di applicazioni di tipo Soa, e quindi la loro gestione efficace diventa sempre più critica”.
Il software di ClearApp, che appunto analizza e gestisce applicazioni realizzate con un approccio di tipo Service-Oriented Architecture (a giudicare dai case history della stessa azienda, con un occhio di riguardo a quanto sviluppato su WebLogic) diverrà parte di Oracle Enterprise Manager: scopre automaticamente i componenti e le dipendenze nelle applicazioni a livello di runtime e presenta vari indicatori di performance
Per contro, sembra segnato il destino dell’offerta ClearApp dedicata a WebSphere, l’application server di casa Ibm: Oracle ha genericamente accennato che continuerà a supportare le funzioni esistenti, senza addentrarsi nella specifica questione. E’ comunque improbabile che, a lungo termine, offra strumenti per migliorare le prestazioni di un concorrente quale Big Blue.





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