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Oracle, pronte le prime applicazioni Fusion

fusion middleware oracle

Scritto da Guido Sintoni

Dopo tre anni di progetto, e l’abbandono di John Wookey nel 2007, sembrano in dirittura d’arrivo i primi frutti di Fusion, la nouvelle vague del middleware di Oracle

Sono in arrivo i primi frutti del progetto Fusion: o, meglio, le prime applicazioni per la suite Fusion Applications di casa Oracle. A più di tre anni di distanza dalla genesi di Fusion, l’azienda di Larry Ellison dimostra quindi che il cambiamento tecnologico richiede tempo anche ai grandi, ma anche (e forse soprattutto) che l’idea alla base di Fusion non ha mai smesso di essere attuale nei piani alti di Redwood Shores.


Fusion Applications integrerà le caratteristiche di punta di varie linee di prodotto di Oracle: JD Edwards EnterpriseOne, JD Edwards World, Oracle E-Business Suite, PeopleSoft e Siebel: stando ad Oracle, “allo stesso tempo, con le massicce risorse di sviluppo di Oracle, stiamo costruendo le applicazioni Oracle Fusion Applications. Queste sono disegnate per concentrare le migliori capacità di tutte le applicazioni Oracle in una suite completa, basata sulla tecnologia aperta di Oracle”.


Fino ad oggi, l’azienda ha lanciato vari applicativi in ambito Crm basandosi su Fusion; e l’abbandono del progetto nel 2007 da parte di John Wookey “per divergenze strategiche con il Ceo Larry Ellison” non ha fatto altro che alimentare dubbi su ciò che Fusion sarebbe diventato. Adesso pare che buona parte di questi dubbi siano stati fugati, tanto che su Orclville, blog tenuto dallo specialista in Oracle E-Business Suite Floyd Teter, si parla di “ciò che alla fine evolverà in Fusion Applications Versione 1.0”. Insomma, anche se la fonte non è ufficiale, i tempi sembrano proprio maturi.


Il software che Teter sostiene di avere visto in quel di Redwood Shores a fine agosto “non era un insieme di slide PowerPoint, non un prototipo non funzionante o funzionante a metà, ma delle vere applicazioni. Ho visto compiere transazioni, immesso dati e assistito al passaggio dai dettagli analitici a quelli transazionali”. In altri termini, la base dati delle applicazioni parrebbe proprio esserci, ed essere consistente; e lo stesso dicasi del middleware. In secondo piano sembra essere il layer di presentazione, ma quello - senza sminuirne l’importanza - è un misto di cosmesi e di analisi funzionale di interfacce: Teter, ad ogni modo, lo definisce “molto intuitivo”.

“Per me, siamo a una ipotetica versione 0.7 o 0.8 rispetto a una release 1.0 - continua Teter - anche se questo non è certo il modo con cui il team di sviluppo di Fusion tiene traccia dei propri progressi”. Ma è innegabile che anche per Oracle, e per le applicazioni di taglio enterprise realizzate su sue piattaforme, soffi il vento del Web 2.0: “C’è molta enfasi al riguardo: collaborazione e comunicazione attraverso la rete (con messaggistica istantanea e forum di discussione, con un taglio social entro i confini aziendali) […], feed Rss su cambiamenti e transazioni (che permettono di tracciare le attività in un browser senza nemmeno accedere a Fusion Applications]” scrive Teter.

Su queste basi, quella di Teter è una gustosa anticipazione, che prefigura mosse (e date, finalmente) più precise per Fusion. L’imminente OpenWorld di San Francisco, uno degli eventi-clou per sviluppatori Oracle, già prevede un numero consistente di sessioni e keynote su Fusion: per il quale i tempi sembrano ormai maturi.

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