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Ibm: la gestione dello storage guarda alla rete

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Scritto da Piero Todorovich

Big Blue mostra i supporti per infrastrutture dati più flessibili e meno costose, frutto di tre anni di lavoro, otto acquisizioni e investimenti per 2 miliardi di dollari

In totale si tratta di una trentina di prodotti e servizi che dovrebbero aiutare le aziende a prepararsi alle nuove sfide che riguardano la gestione dei dati. La crescita delle quantità innanzitutto, ma anche la domanda di trasferimento tra differenti sistemi, la sicurezza e la riduzione dei consumi energetici. Soluzioni che sfruttano le capacità della gestione dinamica e che IBM dichiara pronte per i futuri ambienti di cloud computing.

Chi ne ha bisogno? L’analisi che Ibm fa delle esigenze future è semplice: con la proliferazione delle nuove tecnologie, sensori collegati ovunque, social networking e Web 2.0, le informazioni digitali per singolo individuo cresceranno di ben 16 volte entro il 2020. Livelli ai quali gli attuali data center non sono in grado di funzionare. Un problema che Ibm promette di affrontare con tecnologie e soluzioni integrate che mettono insieme aspetti, finora affrontati in modo indipendente, della gestione d’accesso, conservazione, sicurezza, ecc.

Ibm parla di ‘Internet Scale Availability‘ per le proprie soluzioni, facendo intendere che sono state pensate per una rete che, entro il 1013, avrà qualcosa come due miliardi di persone e un trilione di dispositivi - tra automobili, apparecchiature, macchine fotografiche, condutture, strade, ecc - connessi in rete nel cosiddetto ‘Internet delle cose‘.

Tra i componenti annunciati da Ibm per l’Internet Scale Availability delle aziende c’è un nuovo sistema di storage su disco frutto della recente acquisizione di Xiv. Il sistema si caratterizza per una speciale architettura scalabile e auto-riparante basata su grid, dotata di un sistema integrato di provisioning delle risorse. Flessibilità e riconfigurabilità sono le doti vantate anche dai nuovi sistemi storage Ds5000 adatti per l’applicazione nei medi data center.

Ibm ha aggiornato il software di virtualizzazione dello storage per migliorare tassi di utilizzo ed efficienza. Una nuova soluzione di Scale Out File Services permette di virtualizzare i servizi storage mediante la realizzazione di un ambiente di Nas (Network Attached Storage) ad elevato parallelismo. Siccome la crescita dei dati utili si accompagna con più grandi quantità di dati irrilevanti, Ibm ha annunciato nuove soluzioni di deduplicazione frutto dell’acquisizione di Diligent Technologies. La tecnologia Ibm consente di ottenere riduzioni delle quantità di dati che possono arrivare a 25 a uno, riducendo i costi di backup e gestione.

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