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Documenti e carta, binomio difficile da stracciare

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Scritto da Giuseppe M. Goglio

Cresce l’offerta di soluzioni per la fatturazione elettronica e la gestione documentale, ma le aziende molto spesso restano a guardare

Nonostante sia prevista già da qualche tempo dalle normative, sembra che la fatturazione elettronica in Italia riscuota più interesse che investimenti concreti. È quanto emerge da una ricerca commissionata da Sterling Commerce a Vanson Bourne, che ha preso in considerazione un campione di 400 responsabili IT tra Italia, Germania, Regno Unito e Francia. Una situazione che non fa altro che appesantire i già elevati costi per la gestione documentale che le aziende sono chiamate a mettere in bilancio.

A frenare le buone intenzioni, secondo la ricerca, prima di tutto preoccupazioni legate alla conformità nel rispetto delle normative nazionali in materia di fatturazione elettronica. Ne risulta che del 72% delle aziende Europee, rispetto al 66% italiano, che attualmente lavora e commercializza con più di sei Paesi stranieri, circa il 30% ha ammesso di essere preoccupato dal dover supportare le differenti soluzioni di fatturazione elettronica nelle diverse nazioni del mondo. Il 28% delle risposte ha evidenziato in modo negativo la complessità legata all’integrazione tra i sistemi e le richieste di conformità e di auditing tra gli Stati in cui operano.

In Italia inoltre, sembrano destare maggiore preoccupazione anche le possibili conseguenze di errori in fase procedurale. L’85% degli intervistati (rispetto all’80% in Europa) ritiene che i propri dipartimenti finanziari non siano in grado di quantificare la somma di Iva da pagare, nel caso in cui l’azienda sia trovata non conforme.

Il quadro della situazione resta quindi ancora tutto da definire e questo nonostante l’offerta non manchi. La stessa Sterling Commerce infatti si trova a dover sottolineare come la propria linea di prodotti abbia da tempo superato questo genere di problemi, assicurando il pieno supporto alle attività anche di portata internazionale senza ripercussioni sulla conformità.

Più o meno sulla stessa linea un altro fornitore di soluzioni di document management in generale e nello specifico di fatturazione elettronica. EMC infatti, dedica molta attenzione all’argomento rifacendosi a stime AITech-Assinform secondo le quali le attuali normative nel giro di tre anni consentirebbero alle imprese di conseguire risparmi fino al 65% nella gestione dei documenti. In particolare, secondo la società che ha fatto il suo ingresso nel settore grazie all’acquisizione nel 2003 di Documentum, un utilizzo generalizzato di conservazione sostitutiva e fatturazione elettronica permetterebbe alle imprese stesse risparmi dell’ordine dei 14 miliardi di euro l’anno.

Cifre che non possono che suscitare l’interesse di numerose altre aziende, tra cui Xeorx che proprio in questi giorni ha rilanciato la propria offerta con un prodotto specifico rivolto alle Pmi, dove la carenza di risorse e personale specializzato rischia di risultare molto più gravosa dei vantaggi di poter gestire archivi di dimensioni minori rispetto a una grande impresa. In tal senso, DocuShare Express fa largo uso di funzioni intuitive per l’archiviazione e il recupero dei documenti, con un’interfaccia essenzialmente basata su Web.

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