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Cisco compra Jabber: è la consacrazione dell’ IM aziendale

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Scritto da Guido Sintoni

Non solo messaggistica istantanea, che pure si basa su uno dei protocolli più avanzati e interoperabili sul mercato, ma anche una strategia ben precisa. Cisco vuole uscire dai datacenter: e come arma ha il cloud computing

Da protagonista indiscusso dei datacenter a presenza attiva anche sul desktop: Cisco non si accontenta di essere il re del networking - magari, Brocade permettendo, ma questo è un altro discorso - e punta ad espandersi. Con un acquisto magari non a sensazione, ma certamente mirato: quello di Jabber, azienda che si occupa di messaggistica istantanea e che ha sviluppato uno dei protocolli più flessibili in circolazione per lo scopo.

L’acquisizione, che Cisco conta di chiudere nella prima metà del 2009 e per la quale non ha fornito dettagli finanziari, segue quelle di WebEx del marzo 2007 (3,2 miliardi di dollari pagati per arricchire il proprio arsenale con un software per la collaborazione e la pianificazione di riunioni online) e PostPath (215 milioni di dollari, software di e-mail e calendaristica: il target mirato è quello di Outlook, per intenderci), facendo bene il paio con la già radicata offerta in ambito VoIP.

Quella di Jabber è una tecnologia che si sposa bene con l’utenza aziendale: oltre che per l’intercomunicabilità con altri sistemi di messaggistica istantanea (da Google Talk ad AIM, da Microsoft Windows Live Messenger a Yahoo Messenger), anche per buone funzioni sul fronte sicurezza e la possibilità di archiviare i messaggi in maniera efficace. Il che farà certo piacere a chi - aziende di grandi dimensioni ed enti governativi in testa - dice di sì all’instant messaging, ma solo se è in ossequio alla compliance.

“Useremo Jabber per completare la piattaforma WebEx”, ha commentato Charles Carmel, Vice President per il Corporate Development di Cisco. Che, con questa mossa, manda un chiaro segnale a Ibm, Microsoft, Google e Yahoo, che alla messaggistica aziendale di taglio business guardano con molta attenzione. E che comunque sono, in alcuni casi, partner di Cisco: una posizione che non va dimenticata.

“Sia Microsoft che Ibm sono partner importanti di Cisco - ha sottolineato Carmel - in molte aree: penso che sul software per la collaborazione vi sia sovrapposizione, e il nostro obiettivo è quello di renderla il più trasparente possibile”. Ramoscello d’ulivo in guanto di velluto, quindi, ma parte di una strategia di ferro.

Che parte dal datacenter e vuole approdare ai client passando per le vie del cloud computing: con il software di provenienza WebEx a incrementare l’interesse sui servizi erogabili dalla Rete, e con più traffico da gestire, non a caso in un settore in cui Cisco è leader indiscusso, il networking (“Il che è sempre una buona cosa”, ha sottolineato Carmel). Se il gioco funziona, non si può fare altro che parlare di circolo virtuoso molto bene studiato.

Nonché di un vento nuovo nella messaggistica istantanea, ovviamente: un aspetto che potrebbe superare la posta elettronica in azienda entro il 2010, e che in Cisco cerca un (ulteriore) garante per ribadire di non essere una distrazione, quanto un efficace strumento per la produttività.

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