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Citrix scommette sulla virtualizzazione end-to-end

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Scritto da Piero Todorovich

Con l’introduzione del nuovo XenApp 5 si conferma l’impegno di Citrix su un’idea di soluzioni di virtualizzazione a largo spettro, che non trascura le applicazioni e il desktop

Stretta tra i colossi VMware e Microsoft (di quest’ultima è stata, e resta tutt’oggi, partner tecnologico), Citrix sta oggi costruendo la propria offerta di soluzioni per la virtalizzazione su concetti che appaiono d’interesse per la piccola e media impresa: la riduzione del costo delle infrastrutture e l’attenzione all’end user.

Rispetto ai concorrenti che si focalizzano su server e data center, noi guardiamo all’esperienza dell’utente - spiega Marco Frigerio, product marketing manager di Citrix -, non solo considerando le esigenze di consolidamento delle infrastrutture, ma anche le prestazioni end-to-end e la fruibilità delle applicazioni”. Per Citrix la virtualizzazione lascia, insomma, il tempo che trova quando è usata per ridurre il numero dei server, “ciò che relamente conta è il miglioramento della user experience”, precisa Frigerio.

Sulla base di questa vision, la società ha messo a punto un’ampia famiglia di soluzioni che comprende Delivery Center, XenDesktop, XenServer e XenApp, quest’ultima pensata per facilitare la centralizzazione delle applicazioni nel data center e quindi il loro rilascio ‘on demand’ come servizio: sia su computer desktop ‘fisici’ sia virtuali (ossia dei terminali connessi a dei pc emulati su un server dove gira XenDesktop). Con la versione 5, il tool XenApp è stato oggetto a miglioramenti per renderlo più adatto all’utilizzo offline e per esperienze utenti “better than installed”, ossia migliori che se l’applicazione in uso fosse stata installata sul pc, almeno stando a quanto dichiara Citrix.

Come può essere? “Abbiamo vent’anni di esperienza sulle spalle - risponde Frigerio - e il protocollo Ica che ci permette di ottenere alte prestazioni. Già con le soluzioni XenDesktop e XenApp possiamo creare ambienti funzionanti e personalizzabili laddove la virtualizzazione desktop può risultare utile al business”. Frigerio fa l’esempio della pubblica amministrazione, delle applicazioni di sportello, ecc. Citrix afferma di poter abbattere i costi di gestione rispetto agli ambienti standard di pc, migliorando inoltre sicurezza e accessibilità. Sull’ambiente desktop, Citrix può inoltre contare sulla partnership con Microsoft che da anni utilizza la sua tecnologia nei Terminal Services.

Sul fronte server, Citrix è oggi molto più esposta alla concorrenza. “E’ vero che Microsoft offre il suo hypervisor Hyper-V gratis - continua Frigerio - però questo presuppone che le aziende abbiano aggiornato i sistemi a Windows Server 2008 (l’unico supportato da Hyper-V, ndr), cosa che richiede molto tempo. XenServer è molto più flessibile nel supporto degli Os e certificato dalla stessa Microsoft. Rispetto a VMware pensiamo abbia agilità e costi inferiori. A cominciare dai costi di licenza, calcolati per server e non per numero di processori”.

Un fronte d’evoluzione ‘naturale’ per la virtualizzazione è rappresentato cloud computing, campo nel quale VMware ha annunciato forte impegno. “Abbiamo cominciato a proporre questo concetto con XenServer 5. Per Citrix cloud computing è un insieme di risorse distribuite non note all’utilizzatore, estremo impiego della virtualizzazione. Tra breve introdurremo una versione di XenServer specificamente dedicata”. L’obiettivo di questo nuovo tool sarà di facilitare la creazione di cloud center: versioni ‘cloud’ del vecchio (superato?) data center.

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