Ibm si attrezza per erogare servizi di cloud computing
Big Blue investe nella creazione di nuovi centri dati per l’erogazione alle imprese di servizi It di nuova generazione che vanno sempre più a rimpiazzare il ‘vecchio’ outsourcing
Ibm ha annunciato l’apertura di quattro nuovi centri di cloud computing a San Paolo in Brasile, Bangalore in India, Seoul in Korea e Ho Chi Minh in Vietnam. Luoghi scelti per la vicinanza ad aree ad alta crescita della domanda IT, ma anche per la disponibilità di manodopera locale qualificata per erogare di servizi ‘in modalità Internet’ alle aziende di tutto il mondo. Con le infrastrutture esistenti, Ibm può oggi contare su 13 centri adatti ai nuovi servizi di cloud computing, oltre a un vasto patrimonio di tecnologie e risorse.
La filosofia detro questo ennesimo investimento è semplice. Con i problemi che le aziende di ogni dimensione devono affrontare - moli sempre più pesanti di dati, costi energetici alle stelle, audit sempre più complessi e concorrenza da parte delle economie più agili - il cloud computing rappresenta una soluzione vincente. Nel comunicato Ibm, spiega che il nuovo modello informatico consente ai clienti di accedere da remoto a vaste risorse che possono essere velocemente selezionate a seconda delle esigenze per offrire servizi avanzati agli utenti finali. Tra gli esempi sono citate le possibilità d’impiego per l’erogazione di informazioni di carattere sanitario, gestione finanziaria ecc.
Il cloud computing - spiega Ibm - permette alle aziende di migliorare l’efficienza energetica attraverso l’utilizzo di una infrastruttura condivisa. Consente di gestire al meglio le proprie informazioni e pagare storage, servizi e applicazioni ‘on demand’, ossia in funzione dell’uso.
Nell’ultimo anno Ibm è stata impegnata a costruire la propria infrastruttura di cloud computing e a realizzare progetti ‘cloud’ interni alla propria organizzazione. Big Blue avrebbe impegnato sul tema del cloud computing e sulle sue soluzioni BlueCloud (un insieme di prodotti software e hardware e di servizi) 200 ricercatori full-time. Ha inoltre pianificato nuovi investimenti per circa 100 milioni di dollari.
Le cifre non sembrano ancora all’altezza di ciò che può fare Ibm, ma l’impegno è chiaro. “Il cloud computing si sta rivelando un cambiamento fondamentale nell’approccio alle tecnologie informatiche - dichiara Willy Chiu, vice president High Performance On Demand di Ibm -. Un elemento chiave dell’evoluzione verso una nuova tipologia di data center”. Tra i centri di cloud computing recentemente aperti c’è quello europeo di Dublino, un centro a Pechino oltre a quelli di Johannesburg, Tokio e Raleigh (Usa).





Ancora nessun commento.