La collaborazione Cisco abbatte ogni barriera
La nuova versione della soluzione Unified Communications apre alla piena integrazione di tecnologie utente in ambito business. Prossima tappa, l’Im
Si discute spesso in ambito di soluzioni aziendali dell’opportunità di inserire nei processi applicazioni Web 2.0. Flessibilità e facilità d’uso da una parte vengono contrapposte a sicurezza e impatto complessivo sulla produttività. Un buon termometro della situazione può essere quello di analizzare come si è evoluta negli ultimi tempi l’offerta dei produttori del settore. A questo proposito appare emblematica la strategia di Cisco, dalla quale sembra emergere chiaramente la convinzione che il confine tra applicazioni business e consumer sarà sempre più labile.
Dopo essere cresciuta e aver consolidato per anni la posizione nel mercato grazie proprio a un’offerta dichiaratamente di stampo aziendale, nel tempo Cisco ha progressivamente esteso la portata delle proprie soluzioni ad ambienti di minori dimensioni, fino a proporre un’infrastruttura che dalla semplice possibilità di gestire anche dispositivi personali è ormai arrivata a integrarli a pieno titolo. “Oggi chi si trova a dover gestire una piattaforma Ict ha un compito molto più complesso che in passato – afferma Danilo Ciscato, direttore business development and marketing di Cisco -. Per effetto della proliferazione di dispositivi fissi e mobili di marche diverse con sistemi operativi diversi frutto di acquisti non coordinati, ogni persona si trova oggi a operare in un proprio ambiente di lavoro che va gestito e controllato”.
La scelta fatta a suo tempo di ‘spostare’ parte dei problemi di gestione sulla Rete attraverso una serie di apparati capaci di trasformarla da semplice mezzo di trasporto di pacchetti Ip a sistema intelligente è uno dei punti fermi della strategia di convergenza che ha prodotto prima soluzioni in ambito di semplice condivisione e quindi di vero e proprio ambiente di collaborazione passando per la comunicazione, a prescindere da luoghi e dispositivi. Una svolta importante è stata l’acquisizione di WebEx avvenuta circa un anno e mezzo fa la cui offerta pienamente integrata nei prodotti Cisco è uno dei fondamenti della nuova versione di Unified Communications 7.0. “La Rete è diventata la piattaforma per la collaborazione – spiega Andrea Pirone, business development manager UC and Video dell’azienda -, e noi possiamo eliminare tutte le barriere”.
Oltre a puntare sulle potenzialità del sistema Telepresence, i cui costi iniziali fuori dalla portata per quasi tutto il mercato italiano hanno portato al rilascio di versioni via via più ‘piccole’, UC 7.0 amplia il proprio ventaglio di integrazione con ambienti di postazioni fisse o portatili, fino a includere Windows Mobile e, in prospettiva, Apple e Google, senza trascurare ambienti proprietari come Ibm. La registrazione dei nuovi dispositivi mobili in uso agli utenti finali avviene ora direttamente dal responsabile dei sistemi, mentre l’appoggio a Vista offre interfacce lato utente dall’elevato livello di personalizzazione grazie all’impiego dei widget.
Nel frattempo, è già possibile intuire quale sarà il prossimo passo di Cisco in direzione di una collaborazione sempre più estesa. La recente acquisizione di Jabber infatti segna un altro passo della società in direzione dell’integrazione delle applicazioni di stampo chiaramente consumer. È infatti ora la volta dell’instant messaging.





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