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Oracle entra nel mercato hardware

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Scritto da Guido Sintoni

Una soluzione per il datawarehousing che promette flessibilità e velocità, realizzata su macchine Hp: Oracle promette prestazioni e una finestra aperta verso il mondo dei petabyte. Con Linux alla base

Oracle si darà (anche) all’hardware. E, come si compete ai grandi, non partirà certo dal basso: in uno dei passaggi salienti dell’OpenWorld 2008 il Chief Executive Officer Larry Ellison ha annunciato l’intenzione di puntare in direzione dei server high-end, con Hewlett Packard come partner e con il data warehousing come target.

Larry Ellison non si è nascosto, riferendosi esplicitamente a “i primi prodotti hardware di Oracle”: si tratta di
server Hp Oracle Database Machine e Hp Oracle Exadata Storage Server, macchine preconfigurate su base Oracle, oltre a server della linea ProLiant.

Le macchine Exadata sono sistemi in grado di ospitare due processori quad-core di fabbricazione Intel e un array da più di dieci unità disco, realizzate per un uso intenso di query per database. Il che, a ben vedere, è una delle basi dell’approccio orientato al data warehousing anziché alle basi dati di tipo transazionale: secondo Ellison, il salto di performance rispetto all’attuale offerta Oracle in materia è epocale.

“E’ il sistema di storage in sé che esegue i software Oracle per le query: - ha spiegato -  abbiamo spostato ciò che normalmente si trova nei server database direttamente nei server di storage […] In questo modo vengono esposti solo i risultati della query e non interi blocchi di dati. Il che rappresenta una grande differenza”.

I server per lo storage possono essere acquistati separatamente, per essere usati su soluzioni di datawarehousing preesistenti, o come parte della soluzione Hp Oracle Database Machine, che prevede otto server database Oracle e quattordici Exadata riunuti in un solo rack. Il server database include software Oracle per la business intelligence e la tecnologia Real Application Clusters. La piattaforma su cui gira Database Machine è Linux: Ellison ha promesso supporto per altri sistemi operativi in un prossimo futuro.

Ogni server dell’area storage può comunicare con i database con un flusso dati a 20 Gbit per secondo, ma la velocità è limitata dal sottosisyema dei dischi, “ad oltre 1 Gbit per secondo” secondo Ellison. La capacità degli Storage Server può arrivare a 168 TByte.

Il listino prezzi parla di 4000 dollari per terabyte, circa 2700 euro (ma il valore deve essere confermato per i mercati europei); i sistemi vengono ordinati direttamente da Oracle, che è responsabile per vendite e supporto. Ad Hp, per contro, il compito di consegnare e mantenere l’hardware.

Un campanello d’allarme per i vari Teradata e Netezza? Si direbbe proprio di sì: Oracle ha nome e peso per competere nel futuro campo dei petabyte, e il jolly di una base installata consistente, con soluzioni di business intelligence - il perfetto complemento di un progetto di data warehouse - consolidate. Non è possibile fare previsioni sull’effettiva riuscita della mossa di Ellison & C. anche
in questo comparto, ma le premesse per ben figurare sembrano esserci. Così come, d’altronde, avversari agguerriti.

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