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gOS 3 Gadgets, quando Linux incontra Google

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Scritto da Guido Sintoni

gos3front

Ennesima variante sul tema Debian, gOS nasce sulla base di Ubuntu 8.04.1, rispetto al quale è più leggero e decisamente orientato al cloud computing. È il sistema operativo ideale per i netbook?

Scopri un Buon Sistema Operativo”: lo slogan di gOs per l’appena nata versione 3 potrebbe sembrare poco originale, se non fosse che la G si legge Good (appunto, Buono) ma si pronuncia Google. Magari in quel di Mountain View c’è chi non farà salti di gioia a vedere accostato il proprio nome a una distribuzione Linux tra le più interessanti senza ricavarne alcunché, ma così va la vita.

David Liu, intraprendente boss di Good OS LLC, azienda che porta avanti il progetto gOS, non può altro che gongolare: dall’alto dei suoi ventidue anni si trova per le mani un prodotto di assoluto interesse: “gOS 3 Gadgets è arrivato. Perfetto per i netbook” recita la homepage del sito Web dedicato. Verissimo: ma non solo per i netbook, verrebbe da aggiungere.

Se Ubuntu scala l’Everex…

L’idea alla base di gOS risale a un anno fa, quando la catena statunitense Wal-Mart ha iniziato a vendere un Pc a basso costo - 199 dollari, al cambio 136 euro e spiccioli - con hardware sottodimensionato rispetto alle tendenze correnti e un sistema operativo molto leggero: l’Everex Green gPC TC2502 ha fatto parlare di sé e dato origine a un filone di Pc e notebook di fascia bassa - tra cui il netbook Everex Cloudbook - che hanno adottato gOS.

Dietro gOS non c’è niente di rivoluzionario, quanto piuttosto un Linux molto ben consciuto per la semplicità d’uso, Ubuntu, e una collezione di software sin da subito orientata al cloud computing: tutte le versioni di gOS fanno affidamento su applicazioni Web 2.0 e tecnologia Ajax, per risparmiare spazio e potenza computazionale sull’elaboratore locale. Se la versione 2, chiamata Rocket, ha visto la luce lo scorso aprile in tre versioni distinte - una delle quali dedicata a MySpace - la neonata versione 3 è Google-centrica.

Xcompmgr e Google Gadgets: un matrimonio felice

Non c’è dubbio: gOS 3.0 Gadgets è una distribuzione orientata al desktop. Già disponibile per il download gratuito - poco meno di 700 Mbyte, quindi in grado di entrare su un normale Cd - può essere usato sia in modalità Live che essere installato su un hard disk, con le stesse capacità di ridimensionare partizioni specifiche di Ubuntu.

Quello che cambia rispetto al progetto targato Canonical è il window manager: dopo avere lavorato nelle precedenti versioni con Enlightenment e con Avant Window Navigator, tocca ora a Xcompmgr dare a gOS una marcia in più. Schede grafiche obsolete, in questo modo, vivono una seconda giovinezza rinunciando semplicemente a effetti 3D di ultima generazione, senza però rinunciare a un aspetto accattivante grazie a un buon supporto alle trasparenze.

Il tema di default è azzeccato, anche se nella versione definitiva alcuni cursori non compaiono: non è un bug da poco (un esempio: regolare il volume senza ricorrere alla rotellina del mouse è impossibile). Scaricando il tema Gtk della precedente beta le cose tornano a funzionare correttamente.

Si era detto del software made in Google: i Gadgets sono i veri padroni della scena e compaiono in versione senza sidebar (anche se è possibile ripristinarla con semplicità). Picasa è installato e, pur se si tratta di una versione non nativa (è necessario Wine per farla funzionare) appare molto veloce. E, visto che anche l’occhio vuole la sua parte, la dock bar in stile Apple chiamata Wbar gestisce un gran numero di launcher: da Firefox a Skype, da OpenOffice a Pidgin, fino a un set di servizi Google che vengono esposti in perfetto stile Web 2.0 grazie a Prism, uno dei più interessanti progetti di casa Mozilla. In ordine sparso, sono a portata di mano Gmail, Calendar, Docs, Maps, Reader, News, Finance, Blogger e YouTube. E per gli incontentabili, installare Google Gears per lavorare offline con Docs e Reader - nonché con Zoho Writer e Remember The Milk - è un gioco da ragazzi.

Semplice, nato per il Web. E velocissimo

Il resto del software non è da meno: c’è tutto quello che offre una moderna distribuzione Linux, ovvero il necessario e anche più per sfruttare appieno ciò che offre la Rete. L’installazione standard è in sé completa, pur se priva di vari (e utili) componenti proprietari - da Adobe Flash al runtime Java o a vari codec multimediali e ai Truetype Microsoft - che si aggiungono semplicemente con il repository ubuntu-restricted-extras.

Sotto pelle, c’è Ubuntu, il che significa che gOS può adottare senza problemi tutto il software realizzato per questa distribuzione: non è un aspetto secondario. Sopra c’è un tappeto verde con il marchio di Big G: una combinazione che riesce a mettere in competizione macchine ormai obsolete - durante la nostra presa di contatto, gOS 3 Gadgets ha ridato linfa e smalto a un Ibm T23 che ancora recava gli sticker per Windows 2000 Professional - con macchine ben più moderne, ma che soprattutto suggerisce una semplice considerazione.

Se gOS ha entusiasmato su un notebook che ha prestazioni sensibilmente inferiori a un attuale netbook, cosa potrà fare con le piccole pesti da quattrocento euro o giù di lì di fine 2008?

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