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IT e ambiente si parlano ma collaborano poco

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Scritto da Giuseppe M. Goglio

Uno studio realizzato da Idc e commissionato da Dell mette in rilievo le difficoltà di tradurre in pratica i progetti di green computing. Anche se cresce l’interesse

Superata l’enfasi iniziale di strategie legate in prevalenza a questioni di immagine, e per questo raramente tradotte in pratica, il Green computing sembra stia entrando nella successiva fase di maturazione. Quella dove un migliore impatto dell’infrastruttura aziendale è prima di tutto collegato a progetti dettagliati, ma soprattutto con le idee ben chiare sui benefici economici.

Una conferma arriva dallo studio realizzato da Idc e commissionato da Dell, che ha coinvolto 434 aziende in Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Spagna e Paesi scandinavi con oltre  1.000 impiegati, in possesso di almeno un data center e con un budget informatico medio di 160 milioni di euro.

Green IT Barometer, il nome che è stato dato all’iniziativa, ha permesso prima di tutto di assodare che quasi la metà delle imprese ha posto in atto una strategia di Green IT. In media, le aziende si aspettano di ottenere un risparmio reale del 15,2% in termini di costi nei prossimi 12 mesi.

Secondo la ricerca inoltre, gli indicatori che spingono le aziende a investire in Green IT sono prima di tutto la necessità di rispettare le normative (per il 76% delle aziende intervistate), quindi la necessità di ridurre i costi (71% degli intervistati) attraverso maggiore efficienza energetica, riciclaggio, e sostenibilità delle infrastrutture (70%).

Anche se resta fondamentale la motivazione economica, il green computing sembra si stia facendo strada in modo diffuso all’interno dell’intera organizzazione aziendale. Il 60% delle aziende europee dichiara infatti che le iniziative in questo ambito fanno parte di un progetto più ampio di Corporate Social Responsibility (CSR). Allo stesso modo, il 58% degli intervistati dichiara che il propulsore delle iniziative è il top management, incluso il responsabile stesso dei sistemi informativi.

Nonostante i progressi registrati però, le difficoltà maggiori restano quelle di passare all’azione. Si denotano infatti diverse difficoltà pratiche, a partire dalla mancanza di indicazioni di settore (40%) per arrivare alla carenza di metriche e misurazioni delle prestazioni (29%) e all’assenza di incentivi alle aziende (74%). Inoltre, i responsabili It europei sono inamovibili sul fatto che l’informatica possa giocare un ruolo estremamente importante (45%) o importante (36%) nel sostenere la riduzione di anidride carbonica e il dispendio di energia nei prossimi tre anni.

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