Ooxml, dimissioni e polemiche dalla Norvegia
Il comitato nazionale che definisce gli standard subisce le dimissioni di massa dei propri membri. L’accusa è di avere favorito Microsoft nell’approvare il formato Office Open Xml
Un grido di protesta si leva, nitido e circostanziato, dalla Norvegia contro Microsoft: tredici membri sui ventitré che compongono Standards Norway, l’organizzazione che gestisce gli standard tecnici per la nazione scandinava, si sono infatti dimessi per protestare contro presunte irregolarità procedurali che hanno portato all’approvazione di Office Open Xml, il formato documentale di Big M introdotto (inizialmente come formato proprietario) da Office System 2007.
L’approvazione di Ooxml da parte dell’Organizzazione internazionale per la normazione (ben più nota con la sigla Iso) ha suscitato sin da subito più di una perplessità, specie per quanto riguarda il ruolo dei comitati nazionali per la standardizzazione: nel caso specifico, la Norvegia ha vissuto un ribaltamento del primo voto, approvando Ooxml a dispetto della bocciatura al formato da parte dei tecnici appartenenti a Standads Norway.
Come prevedibile, l’ente ha difeso il proprio operato asserendo che il cambio d’opinione - e quindi di votazione - era giustificato dall’evoluzione dei fatti, vale a dire da feedback positivi ricevuti da Ooxml. Ammettendo però in maniera esplicita che un buon numero di lettere di sostegno (trentasette, e identiche tra loro) erano di partner Microsoft: non è un particolare da sottovalutare.
Di qui la lettera di dimissioni di più della metà del gruppo: resa pubblica da The Inquirer, è un j’accuse molto preciso. Il comitato avrebbe ricevuto molte pressioni da Microsoft, violando le proprie regole procedurali, e ignorando l’analisi dei tecnici incaricati di valutare il formato documentale di Big M. “E’ triste - si legge - quando le organizzazioni che lavorano per il nostro comune interesse in realtà non lo fanno. Attraverso il lavoro per Ooxml, Standards Norway ha dimostrato in maniera evidente di non essere in grado di rappresentare la Norvegia nell’Iso. L’ente ha deciso di ignorare il proprio comitato tecnico e di votare l’approvazione a una specifica che è immatura, inutile e poco meritevole di diventare uno standard Iso”.
La posizione, molto dura, è la stessa di chi ha sottolineato lo spiegamento di forze imponente di Microsoft dopo che Iso ha approvato Odf come formato standard documentale. Se Open Document Format, sostenuto dal progetto Oasis e da un pool di aziende tra cui Adobe, Ibm e Sun, fosse rimasto solo, i danni per Office System 2007 - la suite rappresenta per Big M una fonte di introiti ingente - sarebbero stati rilevanti, sia in azienda che nelle Pubbliche Amministrazioni: di qui la decisione di spingere il più possibile l’approvazione del formato Ooxml.
Cosa che è avvenuta quest’anno, dopo un tentativo abortito a fine 2007: ma che è costata molte polemiche e dissidi in seno a chi definisce gli standard di Internet e ai comitati nazionali che fanno capo a Iso.





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