Progetti virtuali ma dimenticanze reali per Microsoft
Registrato quattordici anni fa il nome di dominio, la società non ha ancora tutelato legalmente il marchio Azure della nuova piattaforma di virtualizzazione
Dall’alto della sua lungimiranza, sembrerebbe che Microsoft abbia cominciato a pensare ad Azure, la tecnologia basata su Windows che concretizza il concetto di cloud computing della società di Redmond, parecchio tempo fa. Risale infatti a quattordici anni or sono la prima registrazione del nome di dominio effettuata dall’azienda. Anche se forse allora i tempi erano prematuri per parlare diffusamente di concetti come virtualizzazione e software as a service, forse Microsoft aveva comunque già pensato alla eventualità di sfruttare il nome Azure.
Nella foga di pensare all’aspetto virtuale del futuro dell’It però, dalle parti della software house alcuni elementi più concreti sembrano essere stati dimenticati, magari in quanto prematuramente giudicati obsoleti.
Non risulta infatti che il marchio Azure sia stato registrato. In pratica, al momento il nuovo sistema operativo non è completamente tutelato dal punto di vista legale. A sollevare la questione, un giornalista di Computerworld US, dalle cui ricerche è scaturito che né Windows Azure nè Azure Services Platform sono stati depositati presso lo U.S. Patent and Trademark Office. D’altra parte, viene sottolineato, la procedura era stata accuratamente eseguita per altri nomi importanti, tra cui Windows Vista, DirectX, Hyper-V e Surface.
Secondo fonti ufficiali Microsoft, le pratiche per la registrazione sono state regolarmente avviate ma non ancora concluse. In ogni caso, a tutt’oggi il nome non risulta coperto da diritti d’autore.
Dal punto di vista del mercato, la tecnologia presentata dalla massima carica Microsoft in fatto di tecnologia, il Chief Software Architect Ray Ozzie, in occasione del Professional Developers Conference si troverà in ogni caso a dover competere nelle scelte degli sviluppatori per le applicazioni di nuova generazione con Elastic Compute Cloud, presentata invece da Amazon.com. In ogni caso, sottolinea Ozzie, il lavoro di progettazione da parte di Microsoft sarebbe iniziato tempo prima rispetto ai rivali. Da parte sua, Amazon.com ha fatto sapere di essere pronta a rilasciare un aggiornamento della propria piattaforma EC2 agli inizi del prossimo anno, con nuove funzionalità in tema di bilanciamento del carico su server virtuali, nuove funzioni di controllo e un’interfaccia più semplice da utilizzare.





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