Microsoft, finalmente Office approda al Web
Alla Professional Developer Conference 2008 un cerchio si chiude: Microsoft Office approda al Web. Finalmente, verrebbe da dire: frutto di una reale vocazione al cloud computing o una sorta di atto dovuto?
Sin dalla prima comparsa di Google Docs, addetti ai lavori prima e appassionati o semplici curiosi poi hanno rivolto a Microsoft una domanda sempre più insistente: anche Office approderà al Web? Da oggi la risposta ufficiale - quella ufficiosa lo era già da tempo - è positiva: alla Professional Developer Conference in corso a Los Angeles sono state svelate le applicazioni di Office per il Web: Word, Excel, PowerPoint e OneNote accessibili via browser.
Nessuna clamorosa sorpresa, ad ogni modo: Microsoft ha posto le basi per Office Web prima con Live Workspace e poi con il progetto Albany. Le applicazioni, spiega Big M ricorrendo a un paragone, stanno all’Office per il desktop quanto Outlook Web Access sta all’Outlook a sé stante. Il che chiarisce subito un concetto: per Office 14 - questo il codename della suite - il Web sarà un’estensione, e non l’ambito naturale. Se Google Docs o Zoho permettono di fare a meno di applicazioni installate sul client, per il prossimo Office di Microsoft non sarà così: sul Web si collaborerà su progetti online, leggendo e modificando documenti anche in assenza (momentanea) dal proprio Pc. E, rispetto a Google Docs (che pure prevede le Premier Apps a pagamento), c’è un’ulteriore differenza: le applicazioni Web di Big M non saranno gratuite: gli analisti sono certi che saranno erogate a pagamento attraverso Office Live.
C’è però un aspetto degno di nota: le applicazioni Web di Office 14 non si limiteranno al solo Internet Explorer, ma gireranno anche su Firefox e Safari. Chris Capossela, a capo della divisione Business di Microsoft, ha dichiarato: “Gli utenti potranno beneficiare di Office come un servizio erogato attraverso il browser, come applicazione scaricabile sul proprio smartphone, e come software sul proprio Pc“.
Ma non immediatamente: quella di Los Angeles è stata una gustosa anteprima, visto che una technical preview dei prodotti è prevista entro fine anno e più avanti nulla è ufficialmente fissato, a parte qualche plausibile indiscrezione. Eppure, il dado sembra tratto: anche per Microsoft il software diventa un servizio. A dimostrazione che, per amore o per forza, il cloud computing ha raggiunto anche Redmond.





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