Ubuntu 8.10, in prova Intrepid Ibex
Puntuale come sempre, semplice come al solito, convincente come non mai: Ubuntu arriva alla release 8.10 e affila le proprie armi in vista della rivoluzione di Jaunty Jackalope promessa tra sei mesi. I miglioramenti riguardano una nuova versione di Gnome (con il supporto per i tab al file manager Nautilus) e una gestione delle connessioni di rete semplificata per chi naviga in mobilità
Confermando pienamente la tempistica di rilascio, Ubuntu Linux 8.10 - nome in codice Intrepid Ibex, ovvero Stambecco Intrepido - è da oggi disponibile per il download, ovviamente gratuito.
La nuova versione di uno dei Linux più diffusi conferma la propria vocazione user friendly e si propone nelle ormai note sfaccettature: oltre alla versione Server, la versione Desktop si basa sull’ambiente grafico Gnome; Kubuntu su Kde e Xubuntu quell’Xfce che sa tanto di Gnome in scala ridotta. Senza dimenticare i meno conosciuti Gobuntu ed Edubuntu, un numero consistente di fork - che con qualche sforzo supplementare è possibile aggiornare all’attuale release: un nome su tutti, gOS - e vari progetti di minor portata. Le piattaforme supportate sono solo quelle con Cpu Intel (o Amd) a 32 e 64 bit: per sbizzarrirsi con altre architetture, conviene dare un’occhiata in casa Debian.
La nuova release, che sarà supportata per 18 mesi, segue la 8.04 principalmente improntata alla stabilità: nel caso di Intrepid Ibex, via libera - ma non libero sfogo - all’innovazione. Il kernel approda alla versione 2.6.27, il server X nella versione 7.4 promette maggior supporto hardware e migliori prestazioni, e l’ambiente grafico Gnome arriva alla release 2.24: è proprio quest’ultimo a riservare le maggiori novità. Il file manager Nautilus permette ora la navigazione per schede, come un browser Web di ultima generazione; cambiano i temi; l’applet Deskbar prevede nuovi plug-in (e la dockbar Avant Window Navigator finalmente riceve un congruo numero di applet di default); e sul fronte grafica, The Gimp arriva alla versione 2.6, denotando cambiamenti sostanziali pur se non radicali all’interfaccia utente.
Altri miglioramenti si registrano per quanto riguarda la connessione di rete: Network Manager permette ora la gestione delle connessioni 3G (una panacea per chi naviga in mobilità), oltre alle consuete funzioni degne di nota. Sul pannello superiore c’è l’applet Cambio utente, che permette di abilitare un utente guest temporaneo, con privilegi molto limitati. Secondo gli sviluppatori, la funzione torna utile per consentire operazioni al volo, quali il controllo della posta elettronica, senza accedere con il proprio account personale, evitando quindi rischi di sicurezza. Il power user può apprezzare la presenza di una directory cifrata nella propria home, in cui salvare e tenere segreti i propri documenti: peccato, tuttavia, che l’installazione richieda il passaggio per una console di testo (anche se, a dire il vero, non si tratta di una procedura complessa). Da ultimo, una caratteristica chiamata Dynamic Kernel Module Support (Dkms): mutuata da Dell, consente di ricreare in maniera automatica i moduli per il kernel questo viene aggiornato, e pone definitivamente la parola fine su incompatibilità e ritardi nel rilascio dei moduli stessi. Chiude il quadro la possibilità di creare un’immagine avviabile per un dongle Usb: un modo per semplificare l’installazione sui netbook e sui Pc sprovvisti di lettore Cd o Dvd.
Sul fronte software, poco da dire: la dotazione di base è molto abbondante, anche se l’integrazione con il pacchetto dei Restricted Extras è pressoché imprescindibile per avere sul sistema anche i software commerciali più diffusi (e magari il repository Medibuntu perchi gli amanti della multimedialità e gli Acrobat-dipendenti). Il browser Web di riferimento è Firefox 3, il client di posta è Evolution, l’ormai consolidato clone di Microsoft Outlook, mentre la produttività personale è affidata a OpenOffice 2.4: una scelta tutto sommato poco comprensibile, visto che OpenOffice 3 non è nata male, e la sua adozione avrebbe, con buona probabilità, comportato più benefici che problemi.
Il tempo che intercorre dalla prima installazione all’effettivo utilizzo è molto basso, e l’uso pressoché sempre intuitivo: i tempi di Linux come sistema operativo per pochi sono da tempo tramontati. E, forse proprio per questo, le nuove versioni come Ubuntu 8.10 piacciono molto, ma senza entusiasmare: anche se, nel caso specifico, Mark Shuttleworth, mecenate nonché patron di quella Canonical che finanzia abbondantemente lo sviluppo di Ubuntu, è stato chiaro. La vera rivoluzione è promessa per Ubuntu 9.04, Jaunty Jackalope. L’attuale Ibex, ad ogni modo, è più di un traghettatore: è uno dei Linux più completi e maturi che esistano, con buona pace delle polemiche e dei dibattiti che accompagnano, nell’universo parallelo Microsoft-centrico, i primi vagiti di Windows 7.





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