Intel dà il via alla micro-architettura Core i7
Nota con il nome in codice di Nehalem, Core i7 sarà l’architettura delle prossime CPU multi-core a ridotto consumo energetico. Il debutto sui sistemi desktop per applicazioni grafiche e video
Saranno i sistemi desktop ad alte prestazioni e in seguito i server d’impresa a beneficiare delle prime CPU con la nuova micro-architettura Core i7, finora nota con il nome in codice di Nehalem. Sistemi che di fatto faranno da apripista a un rinnovamento generazionale dei processori Intel che sarà esteso, un po’ alla volta, su tutte le fasce di soluzioni.
Se infatti la società di Santa Clara introduce in modo quasi continuo processori di differente prezzo e potenza per rispondere alle esigenze del mercato, l’introduzione di una nuova micro-architettura CPU resta un evento molto più raro e degno di nota. Al di là del fatto che Intel stessa abbia definito questo rinnovamento come il “più grande cambiamento nella struttura dei chip degli ultimi anni”.
L’architettura Core i7, che fa il proprio ingresso su sistemi di nicchia, come i desktop di fascia alta per applicazioni grafiche e video, avrà molto presto espressione sulle CPU per sistemi server espandibili. Seguiranno con questa architettura le CPU per impieghi più generali (CPU con nomi in codice di Havendale e Lynnfield) e per i pc portatili (Auburndale e Clarksfield) già nel corso della seconda metà del 2009.
Tra le novità più importanti dell’architettura che sfrutta il nuovo processo di produzione a 45 nanometri, c’è la maggiore efficienza energetica e un miglior supporto per le capacità multicore destinate a essere una costante nelle nuove CPU, ben oltre il numero dei 2-4-6 core attualmente offerti. La scelta architetturale più significativa di Core i7 è costituita dall’integrazione nella CPU del sistema di controllo della memoria, in precedenza realizzato dal chipset all’esterno, così come delle capacità grafiche. Questa sarebbe in grado di ridurre il carico di lavoro per i bus del processore. Nelle scelte strutturali fatte, Intel appare aver preso strade simili a quelle imboccate, già da qualche tempo, dal concorrente AMD.
Core i7 utilizza la tecnologia QuickPath Interconnect per la connessione di processori, chipset e memoria ottenendo una larghezza di banda tripla rispetto ai processori della precedente generazione. Il supporto dell’Hyper Threading permette inoltre alle nuove CPU di reggere fino a otto processi contemporanei sui 4 core (base) disponibili sulle nuove CPU. Secondo Andrea Toigo, enterprise technology specialist di Intel Italia, altri cambiamenti che riguardano l’esecuzione e la gestione delle cache sono in grado di migliorare, in particolare, le prestazioni nei sistemi virtualizzati, oggi sempre più impiegati.
Sul fronte dei consumi energetici, la nuova architettura prevede un controllore dedicato capace di intervenire sui singoli core con regolazioni sia delle frequenze sia dello stato di funzionamento, fino allo spegnimento dei core inattivi. Il controllo comprende la capacità ‘Turbo Mode‘ che si aggiunge all’esistente SpeedStep e che promette di riuscire a spremere termporaneamente più potenza, laddove uno specifico thread lo richiede. L’ottimizzazione sarebbe trasparente ai sistemi e alle applicazioni che girano sul sistema. I vantaggi riguardano la minore dissipazione di calore e consumi che seguono più direttamente la richiesta d’uso reale del sistema. Secondo Toigo, un vantaggio per la prossima generazione di server d’impresa ad alta densità e sistemi portatili a batteria.





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