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La virtualizzazione Microsoft pronta al decollo

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Scritto da Giuseppe M. Goglio

Tra le tematiche portanti del WDC in corso a Milano, il via libera in grande stile a Hyper-V e Azure. VMware potrebbe farne le spese

Si sono dati appuntamento a Milano per tre giorni di incontri e dibattiti i tecnici It italiani, equamente suddivisi tra professionisti e sviluppatori. Il WDC, evento nato e cresciuto grazie all’esperienza del gruppo Mondadori per anni curatore della formazione in ambiente Microsoft, è entrato nel pieno patrocinio della software house con il pieno supporto anche in materia di oratori. All’interno di un calendario ricco di impegni e tematiche alla portata dei più esperti, la sessione plenaria rappresenta una valida occasione per il punto sulle tecnologie pronte a imprimere una nuova svolta al mercato.

I temi che caratterizzano l’incontro non possono considerarsi novità assolute. Praticamente tutte le sessioni ruotano intorno alla virtualizzazione e al cloud computing. L’aspetto rilevante è, secondo le dichiarazioni dei portavoce Microsoft, i tempi ormai maturi per un avvento in massa sul mercato. L’occasione propizia è rappresentata anche dal momento economico: “Tutti i nostri clienti accusano problemi nell’efficienza dei propri investimenti – afferma Will Golding, Director business & marketing di Microsoft -. Possiamo sfruttare la tecnologia per creare risparmi; con gli investimenti giusti nella virtualizzazione è possibile arrivare a ridurre anche dell’80% i costi dei data center”. Unified communication, comunicazione a distanza e gestione remota dei desktop sono alcuni degli strumenti complementari a una strategia di virtualizzazione che nell’ottica Microsoft è il momento di avviare senza perdere ulteriore tempo. Di sicuro, il tempo non lo sta perdendo Microsoft stessa, come si può dedurre dalla serie di annunci e messaggi lanciati di recente.

Guardando al passato, non ci vuole molto prima di riconoscere una situazione simile a quella che per esempio a suo tempo ha determinato il decollo dei browser e coincisa con il lancio gratuito di Explorer ai danni di Netscape allora dominatore incontrastato del mercato. A farne le spese questa volta potrebbe essere VMware, il cui nome non a caso ritorna di frequente negli interventi come termine di confronto rispetto ai quali, come prevedibile, la tecnologia Hyper-V (la virtualizzazione in salsa Microsoft) sembrerebbe avanti anni luce. “In una struttura composta da cinque server Hyper-V presenta costi tre volte inferiori rispetto a VMware, per non parlare della manutenzione – afferma Radhesh Balakrishnan, director of virtualization di Microsoft -. Se a oggi solo il 12% dei server utilizza la virtualizzazione le ragioni sono i costi elevati e una eccessiva complessità. Noi il problema dei costi lo affrontiamo, integrando la funzione nel sistema operativo e lavorando sulla semplicità”.

Più in generale, la virtualizzazione è solo un tassello della nuova svolta storica in tema di piattaforme It auspicata da Microsoft. Dopo i Mainframe, i mini computer, il Pc, i server e i dispositivi ,mobili, è ora la volta del cloud computing, che dalle parti di Redmond, si traduce con Azure: “Non si tratta solo di poter contare su una batteria di server remoti, ma significa avere applicazioni che possono essere eseguite senza essere legate a un singolo sistema – spiega David Chappel, titolare di Chappell & Associates -. Tutte le applicazioni usate dagli utenti gestiscono grandi quantità di dati che possono essere rese accessibili in modo omogeneo da diversi dispositivi con diversi sistemi. Non significa divulgare a tutti i dati degli utenti ma offrire la possibilità al proprietario di accedervi ovunque”.

Un messaggio chiaro quello di Microsoft. Lanciato con modalità tali da non indurre all’ottimismo per il futuro dei diretti concorrenti. A differenza della mancata rivoluzione annunciata con Vista,alla prova dei fatti tutt’altro che capace di far dimenticare i sistemi precedenti, il fatto che la virtualizzazione sia presentata come strumento in grado di aggiungersi a quelli esistenti e non dichiaratamente per contrastarli ricorda molto da vicino quanto a suo tempo successo con i vari Lotus 1-2-3, Netscape, Eudora, ecc. VMware è avvisata.

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