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Vita da pirati: la sfida infinita

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Scritto da Giuseppe M. Goglio

Prosegue senza vincitori e vinti l’eterna sfida tra i produttori di software e i progettisti di crack. Non solo per soldi, ma anche per la gloria

In origine, si basava tutto sulla fiducia. Poi, complice anche una regolamentazione precisa e rigorosa, la tutela del software originale si è progressivamente trasformata in una sfida infinita tra chi mette a punto un sistema di protezione e chi invece cerca di superarlo. Dai semplici codici da inserire in fase di installazione dei programmi si è così passati alle sequenze alfanumeriche sempre più lunghe e chiamate a rispettare determinate regole matematiche. Ma sempre per periodi di tempo limitati, perché il crack era dietro l’angolo.

Non sono durate a lungo anche le attivazioni online. Cioè, rappresentano il sistema di registrazione del software legale che va tuttora per la maggiore, ma non per questo significano protezione contro la pirateria. Inoltre, come sottolinea l’americana Acresso Software, una delle aziende da più tempo attive a combattere la contraffazione, i protagonisti delle copie illegali non sono ragazzini alle prese con BitTorrent o adulti con pochi scrupoli che pensano di aver trovato l’affare su eBay. La questione è decisamente più articolata.

Sono ormai venticinque anni che la pirateria mette a repentaglio i ricavi delle software house. Un tempo utile a trarre alcune interessanti indicazioni. Per esempio, nonostante la BSA (Business Software Alliance – l’alleanza dei produttori a tutela dei propri diritti) sia costantemente alla ricerca di nuove soluzioni, sembrano esserci le premesse per un aumento della pirateria. La considerazione arriva da alcuni analisti, sulla base delle prospettive di recessione economica e del confronto con analoghi periodi del passato.

D’altra parte, non sempre dietro la pirateria ci sono tentativi illeciti di guadagni. Nel mondo degli hacker infatti, uno degli obiettivi principali è essere i primi a scovare il punto debole di un software e divulgare il relativo crack. In siti come per esempio 0DayKingz (da navigare con una certa attenzione per il pericolo di spyware) esiste una vera e propria classifica.Contrariamente a quanto si potrebbe pensare inoltre, i pirati sono in pessimi rapporti con gli autori di spam e malware. Dal loro punto di vista infatti, queste attività non fanno altro che rovinare la ‘clientela’.

In ogni caso, per le aziende i danni sono ingenti. Basti pensare che a fronte di una somma compresa tra 50 e 100 dollari per scaricare un programma craccato, il mancato introito del legittimo produttore può arrivare a diverse migliaia di dollari, quando si tratta delle suite più complete o i programmi di Cad.

Quello che in tutti questi anni non è cambiato, è il modo di lavorare dei pirati. A fronte di software sviluppati con linguaggi sempre più vicini al parlato comune, un crack viene ancora realizzato utilizzando il vecchio assembler.

Un favore indiretto alla pirateria inoltre, arriva proprio dai nemici giurati, o presunti tali. I produttori infatti non hanno necessariamente l’interesse a mettere a punto applicazioni totalmente a prova di crack, perché significherebbe andare incontro a seri problemi nella fasi si aggiornamento o rilascio delle patch. Senza trascurare che, come ha ammesso apertamente Bill Gates, è meglio accettare un certo numero di utenti di copie illegali nei Paesi con poche risorse piuttosto che lasciare il mercato in mano ai software opensource.

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