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Più facile a farsi che a dirsi, virtualizzare conviene

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Scritto da Giuseppe M. Goglio

L’ultima ricerca Idc rivela un buon livello di attenzione verso la tecnologia che aiuta il consolidamento dell’infrastruttura It e favorisce la flessibilità

Perché un’azienda sia invogliata a investire in nuove tecnologie, è indispensabile che i vantaggi sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista dell’efficienza siano ben evidenti. Altrimenti, ben pochi sono disposti a scommettere tempo e denaro su quello che rischia di rivelarsi un puro esercizio di stile.

Sembra ormai rientrare a pieno titolo nel primo caso la virtualizzazione. Secondo i risultati di una ricerca condotta da Idc e commissionata da Emc, Fujitsu Siemens e VMware  non più di un mese, le imprese italiane al riguardo sembrano decisamente ben disposte. Circa il 60% degli intervistati infatti, ha confermato di aver già avviato progetti di virtualizzazione in ambito server, solitamente la porta d’accesso per le quattro aree dove la tecnologia può essere applicata. Poco meno della metà, l’applicazione invece nelle altre aree (storage, rete e desktop), ma con interessanti prospettive di crescita. “E’ importante sottolineare prima di tutto una presenza elevata nelle grandi aziende [sopra i 500 addetti, ndr] ma significativa anche nelle medie – afferma Fabio Rizzotto, It research manager di Idc -. Un secondo aspetto molto importante è osservare come una volta avviata, la virtualizzazione viene rapidamente estesa a tutti i restanti ambiti”. In pratica, eventuali diffidenze sull’avvio di un progetto vengono presto superate dai risultati, al punto da procedere velocemente a una copertura completa. Il 64% di chi ha progetti già operativi, agisce infatti in tutte e quattro le aree.

A spingere le aziende a sposare la virtualizzazione, sono prima di tutto fattori economici come la prospettiva di una riduzione dei costi, ma anche la possibilità di semplificare la gestione di sistemi It di complessità crescente e chiamati a raggiungere livelli sempre maggiori di flessibilità. “E’ risultato meno sentito del previsto il supporto alle esigenze del business – sottolinea Rizzotto -. Anche se non più di due anni fa era poco più di una linea guida mentre attualmente è un dato di fatto”.

Contrariamente ad altre tecnologie, la virtualizzazione non presenta particolari ostacoli al momento della messa in pratica. L’89% dei progetti è diventato operativo nel giro di un anno, il 41% addirittura nel giro di sei mesi. Cifre che si scontrano con le ragioni, presunte o reali, di chi invece per il momento ha deciso di stare alla finestra. Il 44% delle aziende che non hanno ancora abbracciato la virtualizzazione invoca ragioni legate ai costi, mentre il 41% prende come motivazione la dimensione ridotta dell’azienda.

Come evidenziato anche da una recente ricerca Xerox infine, l’aspetto puramente ambientale non preoccupa più di tanto le aziende. Sono infatti il 4% coloro che hanno dichiarato di considerare molto importante l’aspetto della virtualizzazione legato a una strategia di green computing. Maggiori consensi invece riscuotono tematiche correlate ma sempre con la priorità ai costi. Per il 17% il risparmio energetico rappresenta uno stimolo determinante.

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