Apple, Google e Microsoft: le anteprime costano care?
Fine anno concitato per gli uffici legali delle tre aziende: Cygnus System accusa Apple, Google e Microsoft di avere infranto un proprio brevetto per visualizzare le anteprime dei file ricorrendo a icone. Chi la spunterà?
Difficile che aziende del calibro di Apple, Google e Microsoft non si vedano recapitare con incessante frequenza le richieste legali di terze parti che - a vario titolo - vedono nelle sopracitate realtà degli ottimi cash cow: sta agli uffici legali di Cupertino, Mountain View e Redmond rispondere per le rime e, nel caso, sbrogliare la matassa di fronte a chi di competenza. Insomma, fa parte del gioco.
Ma stavolta è un gioco a tre che potrebbe - il condizionale è d’obbligo, chiaramente - fare saltare il banco: Cygnus Systems accusa Apple, Google e Microsoft di violare un brevetto legato alla visualizzazione in anteprima dei file. E lo fa con una richiesta depositata alla Corte Distrettuale dell’Arizona in cui parla di “brevetto che si riferisce in maniera generica ai metodi e ai sistemi per accedere a uno o più file su un computer attraverso un’icona grafica, dove quest’ultima include l’immagine di una porzione selezionata o porzioni di uno o più file”. Il linguaggio è un ben poco digeribile mix di informatico-legalese, ma la sostanza è più che comprensibile.
La citazione a giudizio punta il dito su applicazioni specifiche: sul fronte Apple, farebbero indebito uso del brevetto iPhone, Safari e due componenti di Mac Os X, Finder e Cover Flow; Google avrebbe preso a prestito un po’ troppo disinvoltamente la tecnologia per Chrome, e Microsoft avrebbe fatto lo stesso con il nascituro Explorer 8, nonché con gli strumenti di anteprima e accesso ai file di Vista.
Al momento in cui scriviamo, tutto tace: nessuna delle parti ha rilasciato commenti ufficiali. E’ una mossa dovuta: se Cygnus avesse ragione, il brevetto 7346850 - chiamato “Sistema e metodo per la gestione di ambienti software mediante icone” - diventerebbe con buona probabilità una gallina dalle uova d’oro. Se Apple, Google e Microsoft fossero condannate al risarcimento del danno, è facile ipotizzare un effetto-domino nei confronti delle altre aziende che usano tecnologie simili. Se viceversa a prevalere fossero i tre grandi, l’effetto sarebbe quello di una fastidiosa zanzara in meno nell’universo di questi ultimi.
Non resta che aspettare: il brevetto di Cygnus risale a marzo 2008, così come la citazione in giudizio stessa ribadisce. Ma la tecnologia di Cygnus - solo omonima dell’azienda che ha contribuito alla causa del free software con strumenti quali gcc o Cygwin e che da tempo è nell’orbita di Red Hat - risale al 2001, derivando da un’applicazione che ha appena tagliato il decimo anno di vita: per chi mastica un po’ di inglese, Ars Technica ricostruisce la vicenda in maniera molto dettagliata.





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