La crisi nei chip metterà a rischio l’innovazione?
Secondo Gartner l’industria dei chip archivierà quest’anno il quinto calo degli ultimi 25 anni. Anche se non mancano realtà in contro-tendenza, molti operatori dovranno nei prossimi mesi concentrarsi sulla redditività, con inevitabili conseguenze
I dati preliminari pubblicati da Gartner rivelano che l’industria dei chip chiuderà l’anno 2008 con un fatturato globale di circa 262 miliardi di dollari, segnando una perdita del 4,4% rispetto al 2007. Niente rispetto al 16,3% in meno che la società di ricerche stima per il prossimo anno.
Come riporta Eetimes, nel penultimo trimestre del 2008 le condizioni del mercato si sarebbero deteriorate per molti costruttori, segnando un andamento negativo anche per il quarto trimestre i cui i dati definitivi saranno noti solo a gennaio. Il mercato dei chip si è indebolito secondo Andrew Norwood, research vice president di Gartner che vede a tinte fosche anche il prossimo futuro, almeno fino al 2010. “Sfortunatamente per i vendor, il 2009 potrebbe essere un’annata peggiore. Un declino che non deriva dallo scoppio di una bolla, come è stato nel 2001, ma dagli effetti di trascinamento di una crisi più generale che non si limita al settore tecnologico”.
L’industria dei chip vivrà un periodo d’incertezza che porterà le aziende a concentrarsi sulla preservazione del business e sulla gestione degli inventari: un contesto non favorevole per lo sviluppo dell’innovazione. Secondo Gartner, i margini dei costruttori sarebbero erosi dalla presenza di molti stabilimenti sotto-utilizzati. Il momento critico sarebbe però favorevole alle società più grandi e solide, per guadagnare quote di mercato e fare acquisizioni strategiche.
I dati preliminari confermano Intel come numero uno del settore, con una quota pari a circa il 13% del mercato e un fatturato sostanzialmente stabile (la crescita è dell‘1,1%). Intel avrebbe fatto meglio se non avesse avuto ‘in pancia’ per i primi mesi del 2008 (prima dello spin off) il business delle memorie Flash. Il rapido crollo del valore di queste memorie per via delle capacità produttive in eccesso sarebbe tra le principali motivazioni dei cali di fatturato chip, tra il 12 e il 30%, di società come Samsung, Infineon e Hynix.
Nella top 10 dei costruttori non manca chi si muove in controtendenza. Qualcomm, per esempio, crescerà del 15% nel 2008 grazie ai chip CDMA impiegati nella telefonia cellulare. Un mercato che ha mostrato grande vitalità nei primi trimestri dell’anno, ma che potrebbe comunque subire un raffreddamento a partire dal quarto trimestre.
Stando alle notizie più recenti alcuni costruttori, in particolare nel settore delle memorie, hanno iniziato a tagliare le produzioni per sostenere il valore dei chip a discapito dei numeri. Questo non mancherà di avere ripercussioni su prodotti a basso costo destinati ai mercati emergenti o innovativi come eepc, dischi a stato solido ecc.





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