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Riviste al rialzo le stime sul ‘software come servizio’

idc ricerca saas servizi

Scritto da Piero Todorovich

Secondo Idc, la situazione economica generale farà da acceleratore per lo sviluppo e l’ingresso delle nuove applicazioni ‘as a service’ nelle aziende


L’attuale difficile clima economico potrà stimolare modernizzazione e cambiamento degli ambienti software d’impresa? La risposta sembra essere positiva stando ai risultati di una indagine pubblicata nei giorni scorsi da Idc. Secondo la società di ricerche, la congiuntura aumenta le prospettive di crescita per il software come servizio (o SaaS da software as a service) per i fornitori che lo offriranno con modalità e dimensionamenti su misura, in alternativa alle tradizionali installazioni.

Se per gli utenti aziendali SaaS significa poter disporre delle applicazioni di cui si ha bisogno in base all’utilizzo reale e con costi certi, per le software house e i loro partner significa poter contare su fonti di reddito continue nel tempo, non dipendenti dal rilascio delle versioni. Sulla base delle nuove valutazioni, Idc ha deciso di incrementare dal 36 al 42% le stime di crescita fatte per il settore per quest’anno.

Come spiega Robert Mahowald, direttore per la ricerca su On-Demand e SaaS di Idc, “I servizi SaaS sono una soluzione tattica ai problemi d’investimento delle imprese IT e permettono di crescere anche in momenti difficili come l’attuale, ampliando la base clienti e rendendo più stabili le risorse finanziarie”.

Le SaaS offrono maggiori garanzie nei confronti dei possibili comportamenti opportunistici delle software house. Secondo Idc, entro la fine del 2009 il 76% delle aziende Usa avrà almeno una applicazione SaaS impegata in ambiti di business. Le aziende che spenderanno almeno un quarto del loro budget sui servizi SaaS passerà dal 23% del 2008 al 45% del 2010.

Benché l’ondata di interesse per i servizi SaaS sia partita dal Nord America, i nuovi contratti di software come servizio in Europa, Medio Oriente, Africa e Asia (giappone escluso) fanno prospettare da IDC per la fine del 2009 una quota extra Usa vicina al 35% del totale.

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