L’innovazione dei processi: obiettivo per tempi difficili
Secondo una indagine Insintesi-Oracle, il 55% dei manager delle medie aziende italiane darà priorità nei prossimi due anni al ridisegno dei processi aziendali
Amministratori delegati e direttori generali, direttori finanziari, responsabili amministrativi e dei sistemi informativi non hanno smesso di credere nell’innovazione come mezzo per far crescere le aziende, anche in tempi di crisi.
A differenza del passato, puntando maggiormente sui processi. Almeno stando a una ricerca realizzata da Insintesi per Oracle e alcuni partner effettuata su un campione di manager di 315 aziende italiane con numero di dipendenti compreso tra 50 e 500 e operanti in diversi settori merceologici.
Il 55% dei manager non ha dubbi: nei prossimi due anni di ormai ‘prospettata recessione’ l’obiettivo sarà migliorare l’efficienza della produzione e dei processi, piuttosto che puntare, come si è fatto in passato, sulla sola innovazione di prodotto.
Le imprese ‘più virtuose’ del campione, ossia quelle che con i loro fatturati hanno mostrato di crescere più del mercato e dei concorrenti, hanno ottenuto con l’utilizzo di tecnologie migliori un incremento della qualità dei propri prodotti e servizi (46%) e una riduzione dei costi (43%).
Tra gli investimenti più efficaci, ci sono le applicazioni per la gestione aziendale che facilitano l’adeguamento dei processi, la conformità normativa, le capacità decisionali e le riorganizzazioni. Nel corso degli ultimi tre anni il 38% delle aziende interpellate ha investito in nuovi software per la gestione. L’86% dei manager ha inoltre dichiarato di avere avuto un ROI positivo da queste implementazioni.
Seguono, con una media del 36%, gli investimenti effettuati per il miglioramento e la modernizzazione di impianti e macchinari, per lo sviluppo dei prodotti (27%), nell’area produzione e operations (25%), nell’infrastruttura hardware (23%), nell’area vendite (20%), risorse umane (19%), infrastrutture di rete internet/aziendali e marketing/comunicazione (entrambi con il 14%) e per la distribuzione (11%).





1 caste04
il 02/02/2009 alle 11:52
Il fatto e' che i buoi ormai i buoi sono scappati... quando anni fa si e' cominciato a dire agli imprenditori che dovevano investire nell'aziende e nei processi anziche' comprarsi le Ferrari, quelli si arrabbiavano e facevano spallucce; oggi i nodi vengono al pettine: chi ha fatto le cose come si deve oggi e' piu' attrezzato per venir fuori da questo periodo, chi invece di investire ha preferito vivacchiare, oggi licenzia. Lui continua a girare in Ferrari ma i dipendenti non si possono permettere neppure la Panda...