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La business intelligence guarda oltre la crisi

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Scritto da Giuseppe M. Goglio

I bilanci SAS rivelano come la business intelligence e una strategia controcorrente possano rivelarsi vincenti in un periodo di perdite diffuse

Gli spettri di una crisi almeno in parte ancora da definire soprattutto nei tempi, sempre più spesso si manifestano in tutta la loro concretezza sotto forma di bilanci. In un periodo durante il quale diverse conclusioni di anno fiscale si accavallano, praticamente non passa giorno senza che vengano diramati i risultati economici del 2008. Nonostante i giri di parole finalizzati a trovare una qualsiasi dato positivo, anche fosse quello relativo alla diminuzione dei costi del personale, alla fine dalle cifre le difficoltà diffuse emergono comunque.

È in momenti come questo che tra le aziende si manifesta l’esigenza di sfruttare al meglio quanto già in proprio possesso così da migliorare la produttività senza investire in nuove attrezzature. È una della ragioni che rendono la business intelligence una sorta di isola felice: le potenzialità fornite da strumenti di analisi e previsione sempre più sofisticati non solo permettono alle aziende una maggiore oculatezza in fase di investimento, ma consentono anche di ottenere di più dalle risorse esistenti.

Una dimostrazione arriva da SAS, la quale ha anch’essa diramato il proprio bilancio, ma dai contenuti diametralmente opposti alla media del momento. Per il 2008, la società ha infatti registrato un giro d’affari di 2,26 miliardi di dollari, con un incremento del 5,1% rispetto al 2007.

Grazie a una forma societaria del tutto particolare, azienda internazionale a capitale privato e di conseguenza libera di investire in relazioni a lungo termine, anche i recenti dissesti delle borse non hanno lasciato traccia.

In particolare, lo sviluppo più importante ha riguardato gli ambiti degli analytics, del data mining e di tutte le soluzioni che aiutano le organizzazioni a fidelizzare i clienti acquisiti e a conquistarne di nuovi, a gestire i rischi e a ottimizzare i processi aziendali.

Di fronte a uno scenario difficile da decifrare, secondo SAS, le aziende cercano, a partire dall’enorme volume di dati presenti in azienda, informazioni utili a generare e salvaguardare i profitti. Nel 2008 si è registrata una crescita del 28% sulle vendite di soluzioni di risk management e del 18% di quelle di ottimizzazione.

La crescita dei ricavi è stata omogenea in tutto il mondo. Gli Stati Uniti hanno pesato per il 43%; l’Emea, (Europa, Medio Oriente e Africa) per il 45%; l’area Asia-Pacifico per il 12%.

Nel 2008 SAS ha reinvestito il 22% dei ricavi 2008 in Ricerca & Sviluppo e ha chiuso l’anno con 11.019 dipendenti (3,5% in più rispetto al 2007).

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