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Le memorie SSD bussano alle porte del data center

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Scritto da Giuseppe M. Goglio

Con SSD NOW! Fujitsu Siemens affronta la sfida di estendere la portata delle memorie allo stato solido a una fascia di mercato più elevata

Dalle chiavi USB ai data center il passo non è stato tanto breve ma il destino ormai sembra già segnato. Dopo aver sbaragliato i floppy disk come più piccola unità di memoria di massa trasportabile, le memorie allo stato solido stanno ora conquistando gradualmente altri settori del mercato. L’aumento nella capacità ne ha fatto una delle ragione alla base del successo dei netbook e non è difficile prevedere che il progressivo calo dei costi legato allo sviluppo della tecnologia e alla crescente diffusione decreti tra non molto tempo anche il tramonto degli hard disk sui Pc in genere.

Più impegnativo, sia per potenzialità sia per costi, il passaggio successivo: l’approdo al data center. In ambienti dove le spese sono di alcuni ordini superiori alla singola postazione o alla piccola rete, investire su unità allo stato solido è un impegno non da poco. Tanto è vero che, proprio a causa dei costi, all’interno dei data center ha ritrovato nuovo vigore la tecnologia a nastro.

Nonostante questo, Fujitsu Siemens ha deciso di raccogliere la sfida e lanciare sul mercato un sistema di storage con tecnologia SSD dedicato al settore aziendale. Pur trattandosi di una soluzione definita di categoria entry-level, SSD NOW! è una delle prime proposte significative rivolte all’ambito professionale. Concepito per i sistemi il FibreCAT CX4, al costo di circa 4.400 euro l’azienda mette a disposizione anche software e relativa documentazione su come impiegare e ottenere il meglio da questa tecnologia emergente.

Se da una parte i vantaggi della tecnologia allo stato solido sono ormai evidenti (throughput elevato, affidabilità per applicazioni critiche o che richiedono elevate prestazioni come per esempio gestione di transazioni o database), fino a oggi a frenare l’ascesa è stato il prezzo. Barriera che Fujitsu Siemens intende superare con questa nuova proposta, anche per dimostrare il livello di maturità raggiunto dal principale candidato come dell’hard disk, rimasto ormai l’unico elemento meccanico nella configurazione di un computer.

Da non trascurare inoltre un fattore capace di portare benefici anche all’immagine di un’azienda. L’assenza di componenti meccanici in movimento consente alle memorie SSD un consumo energetico inferiore rispetto al disco fisso. Elemento che se a livello di singolo Pc non ha ripercussioni apprezzabili sulla bolletta energetica, quando di parla di grossi sistemi o data center, comincia invece a diventare rilevante, al punto da coprire in un tempo ragionevole la maggiore spesa in fase di acquisto.

Commenti   (Inserisci un commento)

il guaio e che gli ssd consumano e costano 10 volte piu degli hard disk

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