La telemedicina può valere almeno 81 miliardi di dollari
A tanto ammontano secondo le stime Extreme Networks i possibili risparmi solo negli Usa legati alla diffusione capillare della tecnologia nel mondo della Sanità.
Nel martoriato settore della Sanità, la telemedicina è da tempo inquadrata come soluzione per aumentare efficienza diminuendo al tempo stesso i costi di gestione. Passare da procedure prevalentemente manuali a processi telematici e apparecchiature digitali richiede però importanti investimenti dai costi certi e immediati a fronte di benefici diluiti nel tempo. Di fronte a queste difficoltà va di conseguenza riconosciuto maggiore merito a chi decide di muoversi senza aspettare che siano altri a pagare lo scotto dell’esperienza. Al momento infatti, i segnali in questa direzione provengono sostanzialmente dal passaggio nella gestione delle radiografie su supporti ottici eliminando in questo modo i costi associati alle lastre e favorendo le procedure di archiviazione, analisi e trasmissione dei dati.
Un progetto strutturale più importante arriva invece da Reggio Emilia, dove l’AUSL di ha messo a punto e gestito un sistema Wi-Fi per la distribuzione di informazioni in mobilità a supporto di svariate funzioni, dalla trasmissione integrata di fonia, dati e immagini, fino alla somministrazione del farmaco monodose al letto del paziente gestita da remoto. Il progetto è stato affidato a Extreme Networks, la quale approfitta dell’occasione per fare quattro conti sulle potenzialità della telemedicina.
Secondo l’azienda infatti, un’implementazione capillare di questa tecnologia può generare solo per gli Stati Uniti un risparmio pari a oltre 81 miliardi di dollari l’anno e migliorare allo stesso tempo i livelli di sicurezza ed efficienza medica. Inoltre, avvalersi delle infrastrutture tecnologie elettroniche per la prevenzione e la gestione di malattie croniche permetterebbe di raddoppiare tale risparmio, producendo anche ulteriori benefici sociali.
Il principio di partenza è la considerazione che l’e-health, consente lo scambio di informazioni sanitarie relative allo stato del paziente e di recuperare l’intera anamnesi archiviata in digitale, una gestione precisa e puntuale del farmaco o la sua somministrazione da remoto. Inoltre, si calcola un risparmio energetico non indifferente, offrendo la possibilità di accedere in tempo reale ai dati di un paziente in qualsiasi luogo e momento; tra i costi che vengono abbattuti anche quelli relativi alla produzione e gestione della documentazione cartacea, soppiantata dalla moderna tecnologia EMR (Electronic Medical Records).
In Italia, Extreme Networks ha in corso progetti con l’ASL di Brescia, l’Ospedale di Melegnano e l’Ospedale S.Giovanni Bosco di Torino, per le quali ha progettato sistemi di rete ad hoc in grado di migliorare l’efficienza abbattendo i costi di gestione.





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