Netbook: un disastroso successo
Ne sono stati venduti dieci milioni nello scorso anno ed è previsto il raddoppio per quest’anno. Ma i principali attori del mercato dell’informatica e dei netbook non sembrano gioirne
Per strano che possa apparire, l’enorme successo commerciale degli ultra-portatili sta creando più problemi che vantaggi alle società più coinvolte. I 10 milioni di pezzi venduti nell’anno passato e i 20 milioni previsti per quello in corso (dati Idc) non hanno compensato i problemi causati dalla crisi e dagli errori strategici.
Secondo un recente articolo di Computerworld, la società più danneggiata dai netbook sarebbe Microsoft. In un recente commento sui dati di bilancio dell’ultimo trimestre fiscale la società attribuisce alla preferenza degli utenti per le soluzioni pc a basso costo il declino dell‘8% registrato nel suo fatturato client. Colta di sorpresa dal boom dei netbook (basti dire che non aveva nessuna versione di Vista adatta per questi sistemi, ma solo Windows XP, già avviato al fase out), Microsoft ha visto erodere la propria quota di mercato sulle nuove macchine. Ad oggi, il sistema operativo open source Linux è presente sul 30% dei netbook venduti. Microsoft ha inoltre dovuto limare i costi di licenza di Windows in proporzione al basso valore dei sistemi.
Altra società che non sembra aver guadagnato dall’arrivo dei netbook è il gigante Intel. La crescita della domanda sull’economico processore Atom usato nei netbook non ha rimediato alla stagnazione delle vendite di processori più potenti e di fascia alta. Benché Intel consideri netbook e notebook due tipologie di prodotto differenti, è innegabile che il successo dei primi possa avere ridotto di alcuni punti percentuali la crescita dei sistemi portatili di maggior valore. La legge di Moore, in fondo, può essere letta al contrario: se ogni dodici-diciotto mesi la potenza delle Cpu raddoppia a parità di costo, allora è anche vero che è possibile avere la stessa potenza a metà prezzo…
Ironia della sorte, anche Asus, pioniere dei netbook con i modelli eeePc non sta vivendo un buon momento. A dispetto della conquista nel 2008 di ben il 60% del nuovo mercato (dato Gfk) ha recentemente avuto problemi d’inventario su altre linee di prodotto. La società taiwanese ha annunciato nei giorni scorsi tagli di personale per il 10% della forza lavoro, come riporta Digitimes.
Al di là delle difficoltà dei costruttori, l’affermazione dei netbook è stata la più significativa manifestazione di vitalità del mercato pc degli ultimi anni, che ha prodotto sistemi nuovi e di prezzo accessibile. Prodotti molto adatti alla nuova informatica personale ‘leggera’ che usa poche applicazioni in locale, ma molti servizi cloud accessibili in rete. Una realtà con cui presto o tardi il mercato informatico doveva fare i conti. Come commenta Gartner, i nuovi netbook stanno avvicinando all’uso del pc nuove categorie di utenti: un grande potenziale per il futuro sviluppo.





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