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Tutto ciò che il passato di Vista può insegnare al futuro di Windows 7

microsoft vista windows windows 7

Scritto da Giuseppe M. Goglio

Accettata l’idea di problemi nella messa a punto dell’attuale sistema operativo, per lo sviluppo della nuova versione Microsoft cambia completamente strategia

Dietro le dichiarazioni ufficiali di un sistema operativo non poi così fallimentare come tanti amano descriverlo, anche dalle parti di Microsoft il fatto che Vista non possa propriamente considerarsi un successo alla lunga è stato accettato. Non a caso infatti, già un anno fa l’azienda aveva chiesto di incontrare un gruppo di giornalisti statunitensi per discutere con loro le possibili ragioni di queste difficoltà. Al centro dell’incontro le ragioni che possono aver indotto la maggior parte delle aziende a non prendere in considerazione l’aggiornamento nonostante i cinque anni di sviluppo richiesti da Vista. Allora i dubbi erano sostanzialmente rimasti senza risposta ma oggi, con l’occhio già rivolto al successore Windows 7, qualche cosa di più emerge.

Per esempio, come le ragioni dei mancati consensi soprattutto in ambito business siano dovute a requisiti hardware tali da dover prevedere, di pari passo con l’aggiornamento software, un analogo e importante intervento a livello hardware, con i relativi costi. Inoltre, per quanto strano possa sembrare, è risultato come i partner Microsoft per quanto riguarda i software applicativi e le periferiche non abbiano saputo adeguarsi, con il risultato di una serie notevole di programmi e dispositivi non in grado di funzionare con Vista.

Di conseguenza, accettando gli errori del recente passato, in Microsoft hanno deciso  di cambiare rotta. Prima di tutto, le specifiche del nuovo sistema operativo saranno distribuite ai partner solo nel momento in cui ci sarà la garanzia che abbiano raggiunto il livello finale. Uno dei problemi riscontrati in Vista infatti è dovuto al fatto che tra la versione beta, la candidate release e quella definitiva ci fossero enormi differenze. Questa è una delle ragioni per cui con tutta probabilità alla versione beta di Windows 7 prevista per novembre ne seguirà una seconda nella prima parte del prossimo anno.

Dai primi riscontri, il programma sembra raccogliere consensi tra gli utenti di oltreoceano, anche tra chi aveva individuato le ragioni dei malfunzionamenti di Vista nel semplice desiderio di rilasciare un nuovo software a cinque anni di distanza dal precedente. D’altra parte, non manca, anche al di fuori di Microsoft, chi desidera ricordare le difficoltà legate alla necessità di dover interoperare con una quantità esagerata di prodotti di terze parti, il contrario di quanto avviene invece con Apple. Oppure di poter contare su una comunità universale di sviluppatori come invece avviene con Linux.

Comunque sia, sembra perlomeno che l’esperienza di Vista a qualcosa sia servita. Un portavoce Microsoft ha infatti spiegato come nelle intenzioni dell’azienda ci sia la volontà di presentare al mercato una versione beta molto vicina a una candidate release e una candidate release praticamente uguale alla versione finale.

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