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Il desktop virtuale sostituirà il comune pc?

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Scritto da Piero Todorovich

Entro cinque anni, il mercato dei desktop virtuali, ossia dei sistemi che consentono di centralizzare l’informatica personale nei data center, potrebbe avere un valore uguale o superiore al 40% del mercato pc professionale

Benché non siano in assoluto una novità, i desktop virtuali stanno incontrando sempre maggiore successo nelle aziende, complice l’esigenza di ridurre i costi di gestione dei pc, ma anche la presenza di applicazioni ‘host based’ con interfaccia Web.

Secondo Gartner, il mercato dei desktop virtuali è destinato a svilupparsi ulteriormente nei prossimi anni per raggiungere, entro il 2013, le 50 milioni di postazioni, dalle attuali 500 mila. In pratica, la società di ricerche prevede che il valore del mercato dei desktop virtuali, rapportato con quello dei pc usati professionalmente, possa crescere in cinque anni dall‘1% scarso del 2009 al 40% e oltre in soli cinque anni.

Il modello del computing distribuito che è stato dominante negli scorsi 15-20 anni avrà nei desktop virtuali e host based una alternativa concreta. In particolare nei mercati più maturi dove l’esistenza di data center e di reti efficienti rendono praticabile l’utilizzo di sistemi terminali connessi ad applicazioni basate su host. Un cambiamento che non mancherà di avere ripercussioni sui costruttori e i fornitori di servizi, che vedranno molti desktop rimpiazzati con dispositivi più economici, più duraturi nel tempo e privi di manutenzione.

La società di ricerche fa notare come, tra cinque anni, circa il 15% dei desktop impiegati per scopi professionali sarà migrato sui desktop virtuali. La minore spesa nell’informatica desktop sarà comunque compensata dalla necessità di acquistare server, banda di rete e nuove architetture. L’attuale crisi potrà frenare i piani di rinnovamento dei sistemi aziendali e quindi ritardare l’adozione di soluzioni desktop virtuali, ma Gartner prevede che il mercato possa ripartire dal biennio 2010-2011.

HP, Dell e VMware sono le aziende più interessate agli sviluppi dei desktop virtuali, ma gli osservatori si aspettano che anche Microsoft possa impegnarsi maggiormente in questo settore entro i prossimi 18-24 mesi, capitalizzando sulla partnership con Citrix. I desktop tradizionali non spariranno, ma su molte scrivanie vedremo una rivoluzione. Già nel mondo dei portatili è accaduto qualcosa di simile, con l’arrivo dei netbook.

 

 

 

 

Commenti   (Inserisci un commento)

Difficile che facciano strada, anche se effettivamente si sta andando molto offline: cloud computing e recentemente è stata pure annunciata una piattaforma per i giochi che dovrebbe concorrere con Wii, PS3 e Xbox. Insomma, la strada sembra quella, forse più per una necessità delle aziende nel rinnovarsi che di effettivo bisogno degli utenti. Personalmente non la ritengo una strada percorribile, perlomeno da noi: tra digital divide e brande garantite quasi nulle.
Saluti

con desktop virtuale intendete g.ho.st ed icloud e simili?
Almeno per il momento non mi sembrano molto interessanti. O, per meglio dire, forse non ho capito la loro utilità. Ad es., volevo un lettore di newsgroup e non l'ho trovato, volevo un lettore di feed e mi sembra siano solo abbozzati. E così via. In definitiva, se io ho un computer con un browser posso collegarmi ad internet. E trovo molti siti per fare ciò che mi serve. A che mi serve un desktop virtuale?
Però fino al 2013 vi sono quattro anni - moltissimo in termini informatici -.

Il desktop virtuale vuole essere l'equivalente di un pc realizzato però come task virtuale su un server situato nel centro-dati dell'azienda o di un fornitore di servizi. L'utente non deve cambiare abitudini, ma usa una sorta di terminale (o comunque un pc ridotto ai minimi termini) mentre i suoi dati e le sue applicazioni sono al sicuro in grandi sistemi collettivi, ridondati, dotati di bilanciamento dei carichi di lavoro, rete, backup ecc. In questo modo ogni terminale può diventare 'il pc' dell'utente (basta immettere ID e password) e i dati scambiati con i colleghi dell'ufficio restano 'al sicuro' nel server centrale. Ovviamente il sistema rende infinitamente più semplice riparazioni, installazione di aggiornamenti e patch ai responsabili della manutenzione. La potenza che non viene usata da un utente può essere sfruttata da un altro, ottimizzando i consumi. Tutto questo ha molto senso nelle grandi aziende che hanno centinaia o migliaia di pc e una buona rete interna. Le piccole aziende dovranno accontentarsi di usare qualche applicazione via Web, sperando però che la banda di rete non scenda sotto il livello minimo accettabile.

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